Italia
Dall’anno prossimo controlli renali da casa per i malati in dialisi
I medici conosceranno i parametri attraverso un apparecchio e potranno modificare in diretta terapie e alimentazione
Tra pochi mesi i pazienti livornesi con malattia renale costretti alla dialisi per via peritoneale (ma non solo) vedranno rivoluzionarsi (in meglio) la loro vita. Potranno infatti effettuare da casa i controlli serrati dei vari parametri quali ad esempio la pressione arteriosa, il peso corporeo e l'ossigenazione del sangue, grazie ai quali i medici correggono la terapia ed introducono gli eventuali aggiustamenti.
Oggi questi pazienti - pur facendo da casa la dialisi - sono costretti a recarsi frequentemente in reparto con tutto ciò che ne consegue, dal punto di vista del tempo, degli impegni per i familiari e gli accompagnatori, del sovraccarico per le strutture sanitarie. È per loro che all’ospedale di Livorno (tra i primi in Italia) è nato “Telemechron”, un progetto approvato dal Ministero della salute e presentato dall'azienda Usl Toscana Nord-Ovest (che ne è capofila) per la gestione a domicilio dei pazienti cronici attraverso i servizi di telemedicina: il progetto - triennale, per un costo complessivo di 2,5 milioni di euro - è stato elaborato in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità, l'Irces “Maugeri” di Lumezzane (Brescia) e l'Azienda provinciale di servizi sanitari di Trento. In tale ambito l'Asl livornese si dedicherà specificatamente ai pazienti con insufficienza renale cronica, mentre l'Istituto Maugeri di quelli con insufficienza cardiaca congestizia e l'Azienda di Trento dei pazienti con diabete mellito di tipo 2.
«Le esperienze ed i progetti di telemedicina – spiega Stefano Bianchi, responsabile scientifico del progetto e direttore di nefrologia e dialisi su Cecina-Piombino-Elba – stanno aumentando nel nostro Paese, ma la loro distribuzione è frammentaria, limitata ad aree e durate specifiche. L'obiettivo di Telemechron è quello di consentire un monitoraggio ottimale del paziente a domicilio, allo scopo di prevenire complicazioni e destabilizzazioni. In tal modo è possibile evitare molti accessi alle strutture ambulatoriali specialistiche e ricoveri ospedalieri migliorando la qualità della vita del paziente e riducendo i costi dell'assistenza. Questo approccio presuppone ovviamente il coinvolgimento attivo del paziente, dei suoi familiari e la definizione di modelli di assistenza integrata fra servizi di cure primarie e servisi specialistici ed ospedalieri per supportare al meglio i pazienti».
Sul piano pratico i pazienti interessati saranno muniti di sensori che, senza muoversi da casa, monitoreranno i vari parametri rilevanti per la loro patologia renale: tutti i dati saranno via via trasmessi al reparto di Nefrologia, dove i medici determineranno gli eventuali aggiustamenti ritenuti necessari, intervenendo, ad esempio, sull'alimentazione oppure su un determinato farmaco. «A partire dai prossimi mesi – spiega Roberto Bigazzi, corresponsabile del progetto e direttore del dipartimento delle specialità mediche dell'Azienda Usl Toscana Nord-Ovest, oltreché primario di Nefrologia in viale Alfieri – comincerà l'individuazione dei profili più appropriati per rientrare nella sperimentazione. Il progetto si propone di includere due pazienti in emodialisi, tre pazienti in dialisi peritoneale che effettuano la terapia al proprio domicilio e quattro pazienti che presentano una malattia renale cronica evoluta». Al momento i pazienti in dialisi a Livorno sono circa centocinquanta di cui due terzi in emodialisi, mentre una cinquantina si avvalgono della dialisi peritoneale.
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