Il Tirreno

Livorno

Alluvione, la denuncia degli artigiani: «Le ditte danneggiate non hanno ancora visto un euro»

Mauro Zucchelli
Alluvione, la denuncia degli artigiani: «Le ditte danneggiate non hanno ancora visto un euro»

Livorno, Cna all’attacco per chiedere di velocizzare gli indennizzi: finora solo chacchiere e burocrazia in un ginepraio di intoppi e paradossi

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LIVORNO. Nessuno s’illudeva che gli indennizzi sarebbero arrivati a tambur battente ma certo, anche mettendo nel conto le immancabili lungaggini della burocrazia made in Italy, non si erano immaginati che non avrebbero visto ancora nulla a distanza di due anni dalla notte maledetta dell’alluvione che tanti guai e danni ha causato alle loro attività: quasi la sensazione di esser costretti a cavarsela da soli. Parola degli artigiani Cna, la cui organizzazione torna a alzare la voce per far sentire tutta la propria amarezza, rabbia, delusione per la piega che ha preso la vicenda. . «Mai potrà essere dimenticata la ferita mortale che l’alluvione ha inferto a Livorno, – dice Dario Talini, direttore generale di Cna – tutti abbiamo ancora negli occhi quel mare di fango, quell’ondata di devastazione e quei lutti. È altrettanto vero però che mai avremmo pensato di dover denunciare, a così tanta distanza di tempo, che ancora non si è conclusa la procedura per l’erogazione di fondi alle imprese che hanno subito danni in quel disastro: anche questo è inaccettabile».

Talini punta il dito contro i paradossi dell’iter previsto da «una burocrazia spietata»: il dirigente Cna se la prende con «le regole che rendono la procedura così lenta e così complessa, insomma poco chiara e scoraggiante».

Beninteso, secondo l’organizzazione degli artigiani non ci sono tante alternative, e nemmeno scorciatoie: «Non si può fare altro che attenersi alle disposizioni impartite a livello ministeriale eppure sempre più spesso si ripetono emergenze di questo tipo e di queste dimensioni: si pensi a quel che è successo recentemente ad Arezzo. Dunque, – aggiunge Talini – sarebbe doveroso che venisse avanzata a livello nazionale una proposta di modifica dell’intera procedura. È solo così che si potrà essere effettivamente tempestivi negli interventi a favore dei danneggiati, come tutti si sgolano a promettere sull’onda dell’emozione quando accade qualche disastro».

La procedura è davvero contorta, sbottano al qiuartier generale dell’organizzazione degli artigiani: «Figurarsi che si alternano, da un lato, scadenze brevissime entro le quali le imprese devono presentare rendicontazioni e, dall’altro, lunghissimi periodi di totale silenzio sugli esiti delle domande», sottolinea Alessandro Longobardi, coordinatore sindacale della Cna, ricordando che la propria organizzazione sta dando gratis a diverse aziende associate una mano nel disbrigo delle pratiche. «Già ce n’è di che rimanere senza parole, ma a questo – tiene a mettere in evidenza – bisogna aggiungere il fatto che talvolta si è costretti a duplicare la documentazione (e le relative spese) che è stata presentata in questi due anni a seconda dei vari enti coinvolti: prima la Camera di commercio, poi la Regione, poi nuovamente la Camera di commercio, poi nuovamente la Regione, poi Sviluppo Toscana, le banche ed ora nuovamente Sviluppo Toscana».

Anche questo, secondo la Cna si è rivelato uno strumento complesso e farraginoso: «Le imprese in successive scadenze ravvicinate hanno dovuto caricare fatture e bonifici. Pensate quant’è stato complicato ricostruirlo per quelle imprese che fanno centinaia di movimenti con pagamenti rateali con strumenti bancari diversi». Con quale appoggio: solo un indirizzo mail di Sviluppo Toscana e «mille incognite fra pochissime spiegazioni e il rischio continuo di uno sbaglio che poteva tagliarti fuori dalla procedura. La ciliegina sulla torta: con l’entrata in gioco delle banche si è poi aggiunta ulteriore burocrazia».

Ma lo slalom in realtà non è arrivato al traguardo: «Di questi soldi, definiamoli “a fondo perduto” , promessi all’indomani della tragedia e annunciati il 18 febbraio 2019, nemmeno un euro è stato ancora erogato alle imprese», avverte il dirigente Cna. «Come sempre le ditte artigiane – afferma – si sono rimboccate le maniche facendo ulteriori debiti e sono ripartite con il lavoro. Magari con lo sconforto che ti lascia il mostro della burocrazia, che sembra voler scoraggiare le aziende a proseguire nelle pratiche».

Adesso siamo al punto che Sviluppo Toscana deve dare il via alle banche convenzionate per l’erogazione dei primi finanziamenti agevolati (»perché nemmeno di rimborsi si tratta») garantiti dallo Stato. «Fra quanto? Non è dato saperlo», dice Longobardi. «Sarebbe un bel segnale se le erogazioni avvenissero almeno prima del 9 settembre…».

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