Il Tirreno

Livorno

dopo l’incendio di domenica 

Paura per l’amianto al Faldo oggi i lavoratori si fermano

L.A.
Paura per l’amianto al Faldo oggi i lavoratori si fermano

La Cgil: «Dopo giorni non abbiamo certezze sulle conseguenze delle fiamme» E chiedono anche garanzie per quanto riguarda la bonifica dell’area

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COLLESALVETTI. «Le autorità competenti facciano al più presto chiarezza sulle conseguenze dell'incendio divampato nel capannone vicino all'autoparco "Il Faldo"». È la Cgil a fare la richiesta per i lavoratori dell’autoparco che oggi, ancora in attesa dei risultati sulla qualità dell’aria, non lavoreranno. Infatti, spiega la Cgil, «è stata confermata la presenza di eternit su parte del tetto del capannone e nessuna ci ha dato assicurazioni rispetto all’assenza dei rischi per la salute dei lavoratori».

Infatti domenica pomeriggio c’è stato un incendio di ottocento rotoballe di fieno con parte del tetto del capannone fatto in amianto. I vigili del fuoco di Livorno e Pisa si sono alternati per giorni con l’obiettivo di domare le fiamme e i fumi. Il capannone si trova, appunto, a pochissima distanza dall’autoparco del Faldo, ma l’ intervenuto delle squadre dei vigili del fuoco ha evitato che l’incendio si propagasse alle macchine. Secondo le prime analisi sembrerebbe che il rogo sia colposo. Nel frattempo Arpat ha effettuato i campionamento dell’area e ha ufficializzato la presenza di eternit su parte del tetto della struttura.

«Durante il sopralluogo - ha spiegato in una nota l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana - è stato accertato che una parte del tetto (circa un terzo) era stato già stato verificato dall’Asl essere di amianto e soggetto, entro marzo 2020, a essere smantellato». Il Comune, su proposta dell’Asl, «nonostante non si sia ravvisato nell’immediato un rischio per la popolazione, sconsiglia momentaneamente la raccolta e il consumo di prodotti della terra nelle aree limitrofe al rogo. Tali prodotti potranno essere consumati, nei giorni a venire, dopo un accurato lavaggio. Qualora si verificasse uno spostamento dei fumi verso le abitazioni, si consiglia una temporanea chiusura delle finestre».

Ma quello che preoccupa è l’inquinamento dell’aria. Martedì c’è stata una verifica dell’Asl. I lavoratori dell’autoparco non hanno lavorato martedì. Ieri si sono presentati in azienda ma, non avendo assicurazioni su possibili conseguenze sul rogo con l’amianto, oggi si fermeranno di nuovo. «In quell'area, tra addetti diretti e indotto, operano un centinaio di lavoratori - spiega Giuseppe Gucciardo, della segreteria Filt-Cgil della provincia di Livorno , in qualità di responsabile del settore trasporto merci e logistica - chiediamo dunque che si chiarisca al più presto se ci sono o meno rischi per la loro salute. Fino a ora, da parte dei soggetti competenti, non è pervenuta alcuna rassicurazione ufficiale: ciò è inconcepibile. È per questo motivo che i lavoratori non hanno svolto il proprio turno e domani (ndr oggi) non si presenteranno. Non possiamo infatti permettere che si torni al lavoro senza le garanzie necessarie relative alla salubrità dell'ambiente circostante. Senza contare che al momento nessuna delle autorità competenti ha ufficialmente escluso la dispersione di amianto. Si richiamano alle loro responsabilità dirette imprese e autorità competenti». «Segnaliamo che tre giorni sono troppi per un intervento che non può che essere definito urgente - va avanti - È mancato un raccordo in rete. Sarà inoltre importante capire quale parte di area sarà perimetrata per le bonifiche. Auspichiamo perciò un chiarimento rapido. I lavoratori, le attività e i cittadini abitanti nelle zone limitrofe chiedono garanzie». —

L.A.

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