Gioco
Salva una ragazza sul ponte di Calignaia: «Si era buttata, l’ho presa per i capelli»
Il racconto del bagnino titolare del Marematto: «Lei si dimenava, mentre io ero appeso nel vuoto»
LIVORNO. Aggrappato con le gambe alla rete metallica del viadotto, l’ha presa per i capelli mentre si stava lanciando nel vuoto dal ponte di Calignaia. Salvataggio mozzafiato ieri mattina sul Romito, dove una ragazza di 23 anni – «Bella come il sole», raccontano i testimoni – aveva deciso di suicidarsi, annunciando la sua decisione al babbo con una chiamata al cellulare pochi minuti prima. «Per fortuna ero passato dal supermercato a fare la spesa e sono entrato al lavoro in ritardo – racconta uno degli eroi che l’ha salvata, l’imprenditore Dario Degli Esposti, titolare del Marematto – quindi a quell’ora, verso le 8.40, ero ancora sul ponte. Ho visto quella donna mentre toglievo la catena per parcheggiare e l’auto e la situazione già non mi piaceva: stava parlando al cellulare, era seduta sul guardrail. Poi ha buttato il telefonino e si è arrampicata sulla rete metallica».
È a quel punto che Dario ha attraversato la strada e l’ha presa prima per i capelli, poi per la maglietta, con il suo busto penzoloni nel vuoto. «Lei si stava buttando e mi stava scivolando», racconta il balneare. Mentre cercava di trattenerla con tutte le sue forze e lei cercava di dimenarsi per togliersi la vita, il trentacinquenne si è messo a urlare a squarciagola. Un amico che era con lui è subito arrivato in suo soccorso, tenendolo per le gambe ed evitando che anche lui precipitasse nel vuoto. «Ho rischiato di morire – continua Degli Esposti – ma quella ragazza andava salvata. Non ho pensato ad altro». Ad acciuffarla dall’altra parte della rete ci ha poi pensato un uomo di 45 anni, fratello di un poliziotto livornese, che dopo essersi fermato sulla strada col suo furgone mentre stava andando al lavoro ha superato le barriere e a pochi centimetri dal precipizio l’ha tirata su, con Dario e il suo amico sono riusciti a riportarla al sicuro. Si chiama Mauro Tribioli. «Appena ho visto che lui non riusciva più a tenerla per il braccio - dice - sono saltato dall'altra parte della recinzione. Poi siamo riusciti a tirarla su. So che ho rischiato la vita, ma lo rifarei cento volte".
Immediato l’arrivo sul posto degli agenti della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, che hanno raccolto le testimonianze dei presenti e scortato l’ambulanza con il medico a bordo della Misericordia di Antignano al pronto soccorso. Secondo quanto ricostruito la giovane, prima di buttarsi di sotto, si sarebbe ubriacata. Forse per togliersi i freni inibitori e concludere il gesto inconsulto, legato a un gravissimo lutto che purtroppo, dall’inizio dell’anno, non le stava più dando pace. Durante il salvataggio il medico del 118 ha sempre parlando con lei, rassicurandola e calmandola con dei sedativi. Poi il trasporto in ospedale in codice giallo, dove la ragazza è stata raggiunta dalla famiglia, che come lei vivono in provincia di Livorno, e ricoverata nel reparto di psichiatria, nei locali del decimo padiglione.
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