Il Tirreno

Livorno

Autorità portuale, il ritorno di Corsini dopo la sospensione: «Alt guerre, guardiamo avanti»

Mauro Zucchelli
Autorità portuale, il ritorno di Corsini dopo la sospensione: «Alt guerre, guardiamo avanti»

Il presidente ritorna al timone di Palazzo Rosciano dopo sei mesi e gira al largo dalle polemiche: «Prima di tutto la maxi-Darsena, con più spazi sarà anche più difficile litigare»

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LIVORNO. «Bisogna smetterla di guardarsi la punta delle scarpe. Il porto di Livorno deve cominciare ad alzare lo sguardo, ad accorgersi che per l’invio di merce può diventare il punto di riferimento di uno spazio perlomeno toscano e, tramite i grandi corridoi alpini, perfino un po’ più in là: o fa così, e allora abbiamo tutte le potenzialità per scalare i posti e diventare non so se il secondo porto d’Italia ma comunque uno dei primissimi, o ci condanniamo da soli a litigarci in eterno. Per strapparci l’un l’altro mille contenitori o dieci metri di banchina che abbiamo già anziché andare alla conquista dei prossimi centomila contenitori, del prossimo milione di teu». Stefano Corsini, classe 1958, nel giorno del ritorno al suo posto al timone dell’Authority deve fare i conti con due sentimenti contrastanti: da un lato, una sorta di trance agonistica per cui vorrebbe recuperare il tempo perduto («ora ritorno a Palazzo Rosciano con maggiore determinazione e voglia di fare»); dall’altro, un supplemento di prudenza. In entrambi i casi: per leggere tutto e ricontrollare tutto, per decidere tutto ma rianalizzando tutto, e comunque risolvere tutto.

Dietro c’è la sospensione dall’incarico decisa dal giudice a fine febbraio, dimezzata dal Tribunale del Riesame, poi cancellata dalla Cassazione ma inutilmente perché senza stabilirne il giorno concreto. Ma Corsini, che pure ha sempre rivendicato di essersi mosso correttamente («sono consapevole di aver operato sino ad oggi con imparzialità e nell’esclusivo interesse pubblico»), evita come la peste qualsiasi polemica: niente scontro con i paradossi della giustizia che ti dà ragione ma ha tempi tali che il castigo lo paghi lo stesso. «E’ indispensabile guardare avanti e pensare agli obiettivi, altrimenti questo porto finirà per sprecare le occasioni e ci sono treni che passano una volta sola».

Il primo giorno di nuovo in sella, a far cosa? «Ho da leggere una montagna di carte, ho da rimettermi in pari: ho parlato a lungo con il segretario generale, e ho incontrato il sindaco Luca Salvetti. Per dire cosa? Porto e città devono stare in campo fianco a fianco». All’indietro si volta solo per dedicare una sottolineatura al commissario Pietro Verna: «Posso dirne solo bene, si è comportato con correttezza».

Da dove si ricomincia? L’elenco se lo immagina chiunque e Corsini non fa eccezione: in testa ovviamente c’è la Darsena Europa. Vista non solo come polo container ma come espansione degli spazi portuali per far crescere anche l’altra grande tipologia di traffico: camion e trailer spediti via mare. L’ampliamento delle aree - è l’argomentare - consentirà agli operatori di darsi meno gomitate per contendersi gli spazi ma proprio per conseguire quell’obiettivo c’è da litigare meno già ora, «fare squadra perché se si rema tutti dalla stessa parte si va più lontano e si arriva prima». Vedi alla voce: pacificazione. Riuscirà Corsini a sfruttare a prolungare questo calmarsi delle acque?

«È sui grandi progetti che bisogna concentrarsi», dice Corsini. E questo significa, oltre alla maxi-Darsena, tornare a riportare sotto i riflettori la gara dei bacini. Con una novità: «Già adesso tanti addetti sono al lavoro nel bacino galleggiante». Altro tassello del puzzle, il porto turistico: «È un passaggio chiave della trasformazione di uno spicchio di territorio e può innescare una ricaduta importante per la città».

Anche se l’alleanza fra Livorno e Piombino è stata firmata nell’era di Giuliano Gallanti con il ministro Graziano Delrio anticipandone la riforma, è Corsini il primo presidente dell’Authority raddoppiata fino a includere Piombino. Per questo, tornando a Palazzo Rosciano, Corsini dedica a Piombino qualcosa di più di una sottolineatura. A cominciare dalla "398", l’arteria che deve risolvere i guai piombinesi: «Il primo lotto ha l’ok del Cipe, si sta facendo il progetto esecutivo per far decollare la gara, ma è finanziata e la strada sembra in discesa. Quanto al secondo lotto, c’è un discorso avviato con il sindaco di Piombino: lo incontrerò nei prossimi giorni. E’ una realtà sulla quale impegnarsi a fondo: lo attesta il bando che raccoglierà le proposte degli operatori, ora vediamo quel che arriva».

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