Il Tirreno

Livorno

Maestre assunte col sapore della beffa i loro contratti firmati ma con riserva

Rosanna Harper
Maestre assunte col sapore della beffa i loro contratti firmati ma con riserva

Livorno, precarie anche per trent’anni grazie a un sistema farraginoso e assurdo. Ora possono perdere il ruolo per un ricorso  

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LIVORNO.  Assunzioni a tempo indeterminato che sanno di amaro e che assumono la forma di uno sberleffo. Sono tante, diverse tra di loro, ma segnate da un aspetto comune, quello della riserva, le storie degli insegnanti. Ieri i docenti si sono trovati in via Galilei, negli spazi dell’ufficio scolastico provinciale, per ottenere un incarico nella scuola dell’infanzia, nella primaria e nella secondaria di primo e di secondo grado.

Storie caratterizzate dal raggiungimento di un obiettivo: un contratto a tempo indeterminato nella scuola che – dopo decenni di precariato – viene raggiunto a metà, a causa di un sistema farraginoso, che fa acqua da tutte le parti, che trasforma l’immissione in ruolo in una battaglia combattuta a colpi di sentenze.

«L’assunzione in ruolo con riserva – spiega Licia Mataresi della Cgil – riguarda i diplomati magistrali, ovvero le persone che hanno preso il diploma magistrale entro l’anno 2000 – 2001. Il diploma, infatti, aveva un valore abilitante, dava cioè l’abilitazione all’insegnamento. Dopo l’entrata in vigore della legge che richiede la laurea ai fini dell’insegnamento, i diplomati magistrali hanno fatto valere i loro titoli attraverso un ricorso presentato al Consiglio di Stato, già a partire dal 2015». «L’assemblea plenaria del Consiglio di Stato – prosegue Mataresi – ha dato parere negativo rispetto al ricorso ma per il momento si tratta solo di pareri. Fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva, gli insegnanti entrano in graduatoria con riserva: se la sentenza sarà positiva, la riserva verrà sciolta, se fosse negativa, invece, l’assunzione in ruolo assume il carattere di una supplenza». «Non è una condizione - aggiunge Mataresi – che gratifica gli insegnanti. Chi non è entrato in ruolo da concorso, e chi è entrato in ruolo da graduatorie a esaurimento (quelle dei precari storici), è consapevole dell’incertezza: ma che fare rifiutare? E allora si prende anche con riserva l’incarico, specie dopo molti anni di precariato. L’entrata in ruolo consente un avanzamento dello stipendio con ricostruzione di ruolo».

E le storie, nei corridoi dell’ex Provveditorato, raccontano condizioni di estrema insicurezza e sfibramento dopo decenni di attesa. Persone di età diverse, quasi tutte donne, che arrivano da Livorno, dalla provincia, qualcuno da fuori regione. «Sono stata assunta – spiega Teresa Nisti, 36 anni, di Rosignano – e sono contenta perché ho già lavorato a San Vincenzo e poi perché rischiavo di finire all’Elba. Arrivo da 11 anni di precariato: essere precario della scuola significa vivere con l’ansia di non sapere dove andare». «Andrò – racconta Alice Martorella, 37 anni di Capoliveri – in una scuola primaria di Piombino. Ho iniziato nel 2003, essere precario è difficile: non sappiamo le sedi, non c’è continuità, non c’è possibilità di portare avanti il lavoro con i bambini». «Ho ottenuto Piombino – spiega Ilaria Sonnino, 42 anni di Livorno – Si tratta di un traguardo a metà per la riserva ed è dura: la precarietà costringe a vivere nell’incertezza». Stefania Forlani, 48 anni di Cecina, e Anna Rita Taddei, 57 anni di Portoferraio, non riescono a contenere l’emotività. «Dopo 28 anni – spiega Stefania Forlani – forse sono riuscita ad ottenere il posto. Tornando a casa credo che mi fermerò a Montenero per accendere un lumino». « Dopo 20 anni di precariato non ci speravo più - dice Anna Rita Taddei - è una bella soddisfazione». «Mi dovrò trasferire – spiega Maddalena Avvisato di Napoli – con i miei tre bimbi all’isola d’Elba. Non potevo rifiutare perché, altrimenti, si può essere depennati dalle graduatorie». C'è chi è rimasto senza assunzione. «Sono fuori tante persone – racconta Maria Rosaria Esposito , 46 anni di Napoli – e che avevano anche l’abilitazione: una specie di master che costa tantissimo».
 

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di Redazione web