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Bruciate 800 rotoballe di fieno nel capannone: sul tetto c’era l’amianto

Stefano Taglione
Un vigile del fuoco al lavoro
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Un vigile del fuoco al lavoro

Collesalvetti, vigili del fuoco ancora al lavoro: a breve le analisi dell’aria. Il sindaco firma un’ordinanza per lo smaltimento dei rifiuti

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COLLESALVETTI. Ottocento rotoballe di fieno bruciate, con parte del tetto del capannone fatto in amianto. Apprensione nel comune di Collesalvetti dopo l’incendio scoppiato domenica 25 agosto accanto all’autoparco del Faldo. I vigili del fuoco si alternano da ore per cercare di domare le fiamme, ma il loro lavoro è solo all’inizio dato che «la massa in combustione» – spiegano dal comando di via Campania – è ancora estesa e intervenire all’interno del perimetro dello stabile con dei mezzi meccanici significherebbe allargare il fronte del fuoco.

Sul posto sono intervenute diverse squadre dei pompieri da Livorno e Pisa, con il prezioso aiuto dei volontari di Collesalvetti. Ora sono rimasti questi ultimi, insieme agli uomini del comando via Campania, guidato dal comandante Paolo Qualizza, che molto probabilmente rimarranno al lavoro ancora per giorni.

Il capannone si trova a pochissima distanza dall’autoparco del Faldo, con le prime auto parcheggiate a poche decine di metri, ma il rapido intervenuto delle squadre dei vigili del fuoco ha evitato che l’incendio si propagasse alle macchine. Secondo le prime analisi sembrerebbe che il rogo non sia doloso, ma colposo: le prime indagini – di cui si occupa la sezione di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco – erano state svolte anche dai carabinieri della stazione di Collesalvetti.

IL PARERE DI ARPAT

Nel frattempo Arpat – che nei prossimi giorni effettuerà i campionamento dell’area – ha ufficializzato la presenza di eternit su parte del tetto della struttura, che è di proprietà di due sorelle (una delle quali di Pisa) e di un loro nipote che ieri era sul posto per un sopralluogo. «Durante il sopralluogo – spiega in una nota l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana – è stato accertato che una parte del tetto (circa un terzo) era stato già stato verificato dall’Asl essere di amianto e soggetto, entro il prossimo mese di marzo 2020, a essere smantellato secondo un piano accordato dall’azienda sanitaria alla proprietà. Una volta che l’incendio sarà definitivamente spento, il Comune darà ordine ai proprietari di mettere in sicurezza l’area e quindi provvedere alle verifiche del caso, oltre che allo smaltimento dei rifiuti ed in particolare di quelli contenenti amianto».

L'ORDINANZA DEL SINDACO

Il Comune di Collesalvetti – lo conferma il sindaco Adelio Antolini – il 27 agosto firmerà l’ordinanza. «Dalle prime informazioni – spiega il primo cittadino – non dovrebbero esserci problemi di inquinamento dell’aria. Così ci è stato assicurato».

LE PREOCCUPAZIONI DELLA CGIL

"Le autorità competenti facciano al più presto chiarezza sulle conseguenze dell'incendio divampato nel capannone vicino all'autoparco "Il Faldo": a quanto si apprende sarebbe infatti stata confermata la presenza di eternit su parte del tetto del capannone. In quell'area, tra addetti diretti e indotto, operano un centinaio di lavoratori: chiediamo dunque che si chiarisca al più presto se ci sono o meno rischi per la loro salute. Fino a ora, da parte dei soggetti competenti, non è pervenuta alcuna rassicurazione ufficiale: ciò è inconcepibile". A dirlo Giuseppe Gucciardo della segreteria Filt-Cgil provincia di Livorno, responsabile settore trasporto merci e logistica. "Per questo motivo che i lavoratori - prosegue - non hanno svolto il proprio turno: non possiamo infatti permettere che si torni al lavoro senza le garanzie necessarie relative alla salubrità dell'ambiente circostante. Senza contare che al momento nessuna delle autorità competenti ha ufficialmente escluso la dispersione di amianto. Si richiamano alle loro responsabilità dirette imprese e autorità competenti. Segnaliamo che tre giorni sono troppi per un intervento che non può che essere definito urgente. È mancato, come sempre accade, un raccordo in rete, un luogo di denuncia e prima risposta. Sarà inoltre importante capire quale parte di area sarà perimetrata per le bonifiche del caso. Auspichiamo perciò un chiarimento rapido. I lavoratori, le attività produttive presenti al Faldo e i cittadini abitanti nelle zone limitrofe chiedono garanzie. Nel più breve tempo possibile".

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