Il Tirreno

Livorno

Una folla in lacrime ai funerali di Giancarlo, il culturista morto a 44 anni

Stefano Taglione
Il funerale a San Piero a Sieve e, nel riquadro, Giancarlo Pesci
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Il funerale a San Piero a Sieve e, nel riquadro, Giancarlo Pesci

Livorno, l'ultimo saluto nella Pieve di San Piero a Sieve, nel Mugello, il paese dove è cresciuto. Dall'autopsia le cause del decesso

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LIVORNO. Una folla in lacrime al funerale di Giancarlo Pesci, il culturista trovato morto a 44 anni nella sua casa di via Orosi, a Livorno, nella serata di mercoledì 21 agosto. Tantissimi gli amici che hanno voluto tributargli l'ultimo saluto nella Pieve di San Piero a Sieve, nel Mugello, il paese in provincia di Firenze dove è cresciuto prima di trasferirsi a Livorno, dove si era integrato benissimo ed era benvoluto da tutti.

L'uomo - che fin da giovane ha coltivato la passione di deejay, ambito in cui era molto conosciuto in Toscana - lavorava come elettricista e frequentava abitualmente la palestra "Il Nuovo Club" di via Piccioni, a Salviano, dove viene ricordato con grande affetto. Molti i ricordi degli amici, come Alessandro Pasqua. «Tutti ti conoscevano per la musica che mettevi - scrive sulla sua pagina Facebook - ma io ti ho conosciuto quando ancora avevi lo stereo in camera, con il doppio piatto appoggiato sulla sedia. Avevi talento, per qualsiasi cosa: imparavi a fare le cose meglio di chi te le insegnava. Comprammo la chitarra insieme e dopo una settimana la sapevi già suonare come uno che aveva fatto un anno di lezione. Con te ho fatto la vacanza più bella della mia adolescenza: a Zante, nel 1996. In quella vacanza c’era una canzone del tuo gruppo preferito, che mi ripetevi "Mi fa venire i bordoni". Tutte le volte che la ascolto mi ricorda te. Era "Running to stand still" degli U2. Buon viaggio amico mio... ti voglio bene».

Per comprendere le cause del decesso la procura di Livorno aveva disposto l'autopsia, effettuata nel tardo pomeriggio di venerdì 23 agosto. Per i risultati occorrerà qualche settimana. Nel frattempo la polizia di Stato (sul caso indaga la Squadra mobile di Livorno, guidata dal vicequestore aggiunto Valentina Crispi) nell'immediatezza dei fatti, con gli agenti delle volanti diretti dal commissario capo Claudio Cappelli, aveva sequestrati una serie di elementi ritenuti utili all'inchiesta, come flaconi e siringhe rinvenuti nell'appartamento vicino alla stazione ferroviaria. La morte potrebbe essere legata a una malformazione cardiaca che lo sportivo non pensava di avere o a un sovradosaggio di sostanze in grado di stimolare la massa muscolare. Ma solo la relazione medico-legale potrà dissipare i dubbi.

Dopo il funerale - organizzato dalla Misericordia di San Piero a Sieve nella mattinata di lunedì 26 agosto - il quarantaquattrenne è stato sepolto nel cimitero del comune in provincia di Firenze.

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