Gioco
Calafuria, ecco le boe per vietare il bagno. Oggi cambia la viabilità per lavori al ponte
Dopo il crollo è stata delimitata un’ampia porzione di mare. Previsto il senso unico alternato per interventi di Ferrovie
LIVORNO. Così, con lo specchio d’acqua delimitato e mezzo vuoto, forse i livornesi non l’hanno mai vista. Da ieri Calafuria è per metà vietata ai bagnanti: per motivi di sicurezza non è possibile non solo avvicinarsi al sottoponte, ma neppure fare il bagno nel tratto di mare delimitato dalle nuove boe. Un’area molto ampia, che arriva fino a venti metri di distanza dalla base del ponte, quella che da sempre viene usata come solarium. . L’ordinanza della capitaneria di porto che ha esteso i divieti anche in mare era stata firmata qualche giorno fa, dopo che dall’opera dell’Anas è venuta giù – proprio a pochi metri dalla discesa pedonale – una delle pesanti canaline che contengono i cavi della fibra ottica. Vedere però ora le boe che delimitano il grande spazio in acqua fa un certo effetto. E di fronte all’ampiezza della zona di mare interdetta, anche le transenne a terra, di competenza del Comune, sono state un po’ “adattate”, andando a interdire anche una grossa fetta di scogliera.
Un’immagine che ad agosto inoltrato ha un po’ spiazzato i tanti livornesi e turisti (compreso il popolo dei sub sempre presente da queste parti) che ieri si sono stretti sugli scogli rimasti fuori dalle transenne e sul prato che si trova nella parte alta di Calafuria, accanto alla torre di proprietà del demanio (anche quella transennata ormai da sei anni).
Stamani polizia municipale, protezione civile, vigili del fuoco e Anas faranno un nuovo sopralluogo in Calafuria, anche per fare il punto sui divieti nel puzzle di competenze di quest’area: è ad esempio curioso che la linea delle boe in mare sia molto più avanti della linea delle transenne prevista all’inizio sugli scogli.
Ma stamani i vigili urbani dovranno tornare in Calafuria anche per un altro motivo: dalle 8 alle 17 sul ponte è previsto il senso unico alternato. Perché? Perché come riferito dal Comune, sono in programma lavori urgenti al ponte ferroviario: le Ferrovie dovranno rimuovere vecchi elementi metallici, non più utilizzati, che «ossidandosi potrebbero sgretolare l'intonaco».
Un intervento di messa in sicurezza, insomma, in vista dei maxi lavori di ristrutturazione che sono invece in programma da inizio ottobre sotto al ponte più grande, quello dell’Anas. Cosa c’è da fare? Lunedì mattina, dopo il vertice convocato in prefettura con i rappresentanti di istituzioni e forze dell’ordine, dall’Anas hanno fatto sapere che sono previsti il rifacimento del calcestruzzo, il trattamento degli elementi metallici, la sostituzione dei giunti di dilatazione e il ripristino delle fondazioni delle barriere del guard rail, ovvero i cordoli che corrono lungo la parte alta del ponte, dove da inizio anno è chiuso il passaggio pedonale.
Un pacchetto di lavori che l’ente nazionale si è impegnato a finire entro l’anno e che vale 3,3 milioni di euro: comprende anche gli interventi su altre due opere (un ponte sul botro Fortulla e un altro sovrappasso) ma il grosso servirà per mettere in sicurezza Calafuria. Perché anche se Anas ripete che l’opera non ha problemi di staticità, in altre parole non rischia il crollo, c’è comunque un problema di pubblica sicurezza per la caduta di canaline, calcinacci e ferri mangiati dal salmastro. Come sa bene chi ieri si è trovato davanti la distesa di boe e transenne.
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