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Falso allarme in banca denunciato il colpevole «Volevano i miei soldi»
LIVORNO. È stato scoperto e denunciato dai carabinieri l’uomo che il 7 agosto scorso ha telefonato al 113 annunciando una bomba all’interno della banca Intesa Sanpaolo di via Cairoli. È un livornese di 58 anni, che proprio quel giorno doveva versare dei soldi (che però non aveva) negli uffici della filiale del centro. La svolta nella mattinata di giovedì, quando i militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno, guidati dal tenente Marco Saccà, lo hanno rintracciato. L’uomo ha poi confessato.
A seguito dell’allarme i carabinieri hanno dovuto procedere a un’attenta bonifica dell’istituto e delle aree circostanti, anche attraverso le unità cinofile antiesplosivo dell’Arma, giunte da Firenze. Le indagini, avviate già durante le attività di evacuazione e bonifica della filiale, si sono sviluppate attraverso una fitta ricerca delle immagini di tutto il centro storico, nonché con una serie di accertamenti volti a individuare il responsabile della telefonata anonima, che aveva segnalato la presenza di un ordigno. Sarebbe giunta da una cabina telefonica di piazza Grande, non inquadrata dalle telecamere.
Le attività dei militari sono proseguite senza sosta nei giorni successivi, consentendo di individuare non solo il luogo di partenza della chiamata, una cabina telefonica del centro labronico, ma, successivamente, tutte le persone che nella fascia oraria di interesse l’avevano utilizzata. Si è proceduto a un attento studio delle persone che frequentano abitualmente la zona in cui l’allarme è stato lanciato.
A incastrare il cinquantottenne livornese, autore del falso allarme, sono state le convergenze investigative, che hanno dato un volto al responsabile. Così, giovedì mattina, il presunto autore, che tra le 11.30 e le 12 transitava dall’istituto bancario, è stato individuato e fermato dai carabinieri, che lo hanno avvicinato senza farsi notare, per poi condurlo negli uffici della Compagnia di Livorno, guidata dal capitano Guglielmo Palazzetti. L’uomo ha confessato di essere stato l’autore del gesto fatto, a suo dire, per evitare di dover versare del denaro di cui in quel frangente non aveva disponibilità. I militari lo hanno denunciato per procurato allarme e interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità. —
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