Il Tirreno

Livorno

tra stagno e livorno nord  

Cattivi odori, all’Arpat sessanta esposti in tre mesi

L.A.
Cattivi odori, all’Arpat sessanta esposti in tre mesi

Livorno, proteste dei residenti soprattutto durante la notte: «Non si respira». Verifiche in corso alla raffineria Eni e nelle altre aziende petrolchimiche

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COLLESALVETTI. Sono sessanta gli esposti registrati dall’Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, negli ultimi tre mesi nella zona tra Stagno, Collesalvetti, Livorno nord e Calambrone. Il motivo sono i cattivi odori che i residenti imputano alle aziende petrolchimiche situate nella zona. Un problema che di recente è stato evidenziato frequentemente con conseguenti segnalazioni all’Arpat e alle amministrazioni comunali di Collesalvetti e di Livorno. La protesta è stata: «Non si riesce a respirare».

Nel dettaglio gli esposti sono stati 10 a giugno,36 a luglio e 14 ad agosto. Un fenomeno avvertito in maniera diversa, secondo il vento, in orari e giornate diverse.

In questa situazione si è mossa l’Arpat con verifiche che sono ancora in corso. «Le maleodoranze - si spiega dall’Arpat - si avvertono soprattutto nelle ore notturne e si attribuisce l'origine a lavorazioni dell'area nord del porto di Livorno. L'Agenzia ha risposto ai cittadini aggiornandoli sull'attività di controllo svolta dai tecnici nei vari insediamenti della zona di interesse, sia alla raffineria Eni che nei vari depositi di prodotti petroliferi».

Per quanto riguarda la raffineria Eni, «la stessa ha effettuato lavori di adeguamento per la riduzione delle maleodoranze, con un cronoprogramma concordato con gli enti ed Arpat. La raffineria si è impegnata a mettere in atto ulteriori interventi nel corso di quest’anno nonchè un piano di gestione per la mitigazione delle potenziali emissioni odorigene derivanti dalle fasi di manutenzione degli impianti». «Inoltre, con riferimento ai sistemi di abbattimento adottati - dice l’Arpat - sono in corso di verifica le modalità di gestione degli stessi, valutandone la funzionalità e l'efficienza nel tempo».Di recente i tecnici hanno effettuato anche un sopralluogo per verificare se alla raffineria fossero in corso manutenzioni straordinarie sugli impianti o vi fossero state anomalie o disservizi.

Nel corso del sopralluogo sono state ispezionate le vasche di arrivo dei reflui e serbatoi di stoccaggio dei fanghi dell'impianto di trattamento acque, i serbatoi di stoccaggio dell'olio combustibile; altri serbatoi potenziali sorgenti di maleodoranze. Durante il sopralluogo sono stati avvertiti, spiega Arpat «odori diffusi nelle immediate vicinanze dei serbatoi dell'olio combustibile, dove sono posizionate le unità di impianto di trattamento dei vapori mentre non sono stati avvertiti odori fuori dal perimetro della raffineria.Per gli altri impianti petroliferi, presenti nella zona, sono in corso ulteriori accertamenti da parte di Arpat».Diversi impianti sono già in fase di valutazione per gli interventi di mitigazione degli odori e, conseguentemente sono stati attivati programmi per lavori di adeguamento.

 

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