Il Tirreno

Livorno

Calafuria, lavori a ottobre Tre milioni di euro per ristrutturare il ponte

Juna Goti
Calafuria, lavori a ottobre Tre milioni di euro per ristrutturare il ponte

Vertice in prefettura: il Comune chiede garanzie, Anas assicura che la struttura non rischia crolli ma servono interventi sulla copertura. Fatti controlli con i droni

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A ottobre partiranno i lavori di messa in sicurezza del ponte di Calafuria. Non lavori sull’ossatura dell’opera – che a detta di Anas non ha «alcun problema statico», in altre parole non rischia il crollo – ma comunque importanti interventi su tutta la parte superficiale, a cominciare dal rifacimento del calcestruzzo che come raccontano anche le foto pubblicate negli ultimi giorni dal Tirreno non gode di ottima salute. Un pacchetto che considerando i cantieri in programma anche su altre due strutture più piccole, vale complessivamente oltre 3 milioni.

È il primo punto fermo del vertice che ieri è stato convocato in prefettura, su richiesta del sindaco, per fare chiarezza sullo stato di salute del ponte, dopo che due settimane fa dalla parte alta è venuta giù la canalina che contiene i cavi della fibra ottica. Un cedimento pericoloso che ha fatto scattare nuovi divieti intorno e sotto al gigante, sempre più circondato da reti e transenne.

Subito controlli extra

poi a ottobre i lavori

Anche ieri mattina, giorno del tavolo con i rappresentanti di tutti gli enti interessati e delle forze dell’ordine, al municipio sono arrivate nuove segnalazioni di calcinacci venuti giù che hanno richiesto un intervento tampone dei vigili del fuoco. A margine della riunione, dalla prefettura hanno così fatto sapere che la prossima settimana Anas eseguirà una serie di «operazioni di distacco dei frammenti di calcestruzzo degradato potenzialmente instabili». Un intervento urgente per evitare rischi in vista dei lavori veri e propri che partiranno poi ad ottobre, che sono già stati appaltati e che erano attesi in primavera ma non sono stati «eseguiti nella stagione estiva per gli importanti flussi di traffico turistico».

Da rifare calcestruzzo

e passaggio pedonale

Cosa c’è da fare? Dall’ente nazionale rispondono che sono previsti il rifacimento del calcestruzzo, il trattamento degli elementi metallici, la sostituzione dei giunti di dilatazione e il ripristino delle fondazioni delle barriere del guard rail, ovvero i cordoli che corrono lungo la parte alta, dove da inizio anno è chiuso il passaggio pedonale. Passaggio che anche ieri il sindaco ha chiesto di mettere in sicurezza e riaprire al più presto, magari con una illuminazione maggiore, considerando che quel tratto è frequentatissimo di sera e di notte dai tanti ragazzi che raggiungono il locale di Calafuria e che si trovano a passare in mezzo alla strada. Il pacchetto di lavori che Anas si è impegnata a finire entro l’anno vale 3,3 milioni: comprende anche gli interventi su altre due opere (un ponte sul botro Fortulla e un altro sovrappasso), ma il grosso servirà per Calafuria.

Anas: la staticità è ok

comune: ma brutta cera

«Il gigante dai piedi di argilla non c’è, non abbiamo mai pensato di fare un nuovo collaudo statico perché non abbiamo mai avuto un cedimento della struttura, neanche di qualche millimetro», ha risposto ieri in un passaggio del botta e risposta con Luca Salvetti il responsabile dell’area centro di Anas, Raffaele Celia. Ma se a detta dei tecnici l’opera non corre rischi di tenuta, non vuol dire che non ci siano rischi per la sicurezza pubblica di fronte alla caduta di canaline, calcestruzzo o ferri mangiati dal salmastro. Ed è su questo, prima di tutto, che il Comune ha chiesto garanzie. «Ho fatto presente – commenta subito dopo l’incontro Salvetti – la percezione che ha la cittadinanza e che da cittadino ha anche il sindaco: la percezione di una situazione precaria, perché il ponte non ha una bella cera. Anas ha risposto in maniera chiara, prendendosene pubblicamente la responsabilità, che dal punto di vista della stabilità non c’è alcun rischio. C’è invece un problema generale di pubblica incolumità al quale abbiamo chiesto immediata risposta». Per «i calcinacci che possono cadere a terra e per il passaggio pedonale chiuso che costringere molti a passare dalla strada, soprattutto i ragazzi che la sera vanno in Calafuria». «Per la parte strutturale – riprende Salvetti – Anas ci ha risposto che un mese fa è stato fatto un controllo attraverso una ditta specializzata che ha utilizzato dei droni e che ha escluso rischi: ho chiesto che ci venga trasmesso il rapporto». Quanto invece ai lavori che devono essere fatti «serviranno a rimettere in sesto la parte superficiale, corticale». «Abbiamo chiesto comunque – conclude affiancato dai tecnici di Comune e protezione civile – che dopo i lavori si possano fare prove sismiche di stabilità: ci è stato risposto che non è richiesto dalla legge se non ci sono stati segnali di cedimento, però si potranno valutare esami ulteriori». —
 

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