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Intervento gratis per chi vuole farlo per motivi religiosi «Evitate le pratiche in autonomia fuori dall’ospedale»
Se la maggiorparte delle circoncisioni a bambini effettuate all’ospedale di Livorno nasce da motivi terapeutici, un 25% degli interventi è invece dovuto a motivi rituali-religiosi o culturali.
«La Regione Toscana ha elaborato un percorso virtuoso inserendo l'intervento nell'ambito dei Lea, i livelli essenziali di assistenza e rendendo la procedura a totale carico del Servizio Sanitario Regionale», evidenzia il primario di Pediatria Roberto Danieli. «È fondamentale sensibilizzare famiglie e professionisti sulla necessità di eseguire la pratica in sicurezza», continua.
L’obiettivo è evitare che la pratica della circoncisione per motivi religiosi venga effettuata fuori dalle mura ospedaliere, magari in situazioni igienicamente non adeguate e da personale non medico, per evitare il ripetersi dei recenti casi culminati con la morte un bambino ghanese e di uno nigeriano, a Reggio Emilia e Roma, per una circoncisione fatta in casa.
«Spesso infatti la pratica è svolta in ambienti non idonei anche per motivi economici - aggiunge il pediatra Paolo Biasci -. Noi pediatri possiamo fare la richiesta a chi per motivi religiosi vuole fare la circoncisione».
«La questione riguarda soprattutto i musulmani, un tempo venivano anche i rom - spiega il chirurgo pediatrico Daniele Corsi -. Gli ebrei non rientrano invece nella nostra casistica, in quanto effettuano la circoncisione in autonomia con un rabbino medico».
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