Gioco
Dai velieri a Tex e ai film di Leone, il West in miniatura grazie a Stefano Berni
Livorno, il perito meccanico di Antignano e la sua grande passione
LIVORNO. C'è l'ufficio dello sceriffo con l'annessa prigione, c'è l'albergo-ristorante con la tipica balconata e c'è naturalmente il saloon, il classico luogo di ritrovo di cowboys, di giocatori (e bari) professionisti e di avventurieri d'ogni risma, ognuno intento a scolarsi il suo whisky con la fedele pistola nel cinturone per regolare all'istante qualche conto in sospeso: sembrano appena usciti da un film di Sergio Leone i modelli realizzati da Stefano Berni, livornese di Antignano con la passione per il Far West acquisita leggendo le avventure di Tex Willer.
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Oltre ad essere un grande ammiratore del “Western all'italiana” a partire dalla celebre “Trilogia del dollaro” (“Per un pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più” e “Il buono, il brutto e il cattivo) sostenuta dalle stupende musiche di Ennio Morricone e poi ricalcata nella saga dei vari pistoleri solitari come Django, Ringo, Sartana e Sabata. In realtà Berni, diplomato perito meccanico e poi a lungo rappresentante di prodotti lattiero-caseari, si accosta al modellismo dedicandosi agli antichi velieri: «La mia prima realizzazione – spiega Stefano Berni - è stata la Hms Racehorse, un veliero inglese settecentesco ricavato da scatola di montaggio e che molti anni fa ho esposto a Viareggio». In seguito il modellista livornese si è cimentato con altri velieri famosi come “La Couronne”, la nave scuola Amerigo Vespucci ed il brigantino Hms Bounty, quest'ultimo riprodotto con lo scafo aperto lateralmente per mostrarne l'interno. Intanto Stefano sin da giovanissimo aveva cominciato a sfogliare Tex Willer seguendo le letture paterne: «Mio padre – racconta – ne era così appassionato che spesso sedeva a tavola con Tex in una mano e la forchetta nell'altra».
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Curiosando nei mercatini Stefano Berni è poi riuscito a mettere insieme una collezione di circa trentamila fumetti, comprendente oltre a Tex, anche le varie produzioni della Editoriale Corno con i personaggi della Marvel (l'Uomo ragno, Hulk, Capitan America, Thor ed I fantastici quattro) e le spassose avventure di Alan Ford.
Abbandonato col tempo il navimodellismo si dedica perciò agli elementi tipici del paesaggio Western cominciando con il saloon, a cui sono seguiti l'hotel, la chiesa, la diligenza, la stalla e l'ufficio dello sceriffo: «La maggiore difficoltà – continua – è stata la costruzione della prigione impiegando centinaia di mattoncini collocati uno per uno. E della prigione ho riprodotto anche l'interno col pancaccio e l'inferriata».
L'opera del “Modellista del West”, così è intitolata la sua pagina Facebook, ha quindi avuto il coronamento con la costruzione di un forte munito della classica palizzata. Per i suoi modelli Stefano ha disegnato i vari pezzi su compensato di abete impiegando poi alcuni semplici strumenti come l'archetto da traforo, il tagliabalsa ed anche il tagliavetri: “Tutte le finestre – rivela – sono proprio di vetro rifilato a misura.” Stefano ha realizzato in legno anche dei quadri a rilievo raffiguranti un veliero o un castello. L'anno scorso il suo West in miniatura è stato esposto al Centro socio-culturale “Stefano Faniglione” di Quercianella durante la prima edizione del Quercia Film Festival.
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