Il Tirreno

Livorno

in via grande 

Si porta l’accetta al Conad e tenta il furto in pieno giorno

Matteo Scardigli
Si porta l’accetta al Conad e tenta il furto in pieno giorno

Nello zaino aveva infilato birra e scatolette, accanto alla piccola ascia e al coltello Denunciato dal titolare del punto vendita ha aspettato con calma la polizia

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Pantaloncini, maglietta e ciabatte; e lo zaino sulle spalle. Si è presentato così, verso le 12,30 di domenica, nel supermercato Conad della centralissima via Grande. In pieno giorno. 23 anni, lineamenti e carnagione sono quelli di un turista dell’Est Europa, l’abbigliamento quello di un crocierista come tanti.

Qualche giro tra scaffali e banchi frigo, soppesando la merce esposta. Sarebbe passato inosservato tra gli altri clienti, se non che – al momento di uscire dal punto vendita – i dispositivi antitaccheggio hanno iniziato a lampeggiare e il cicalino a suonare con insistenza.

Lui rimane impassibile, come si trattasse del classico falso positivo che è capitato a tutti almeno una volta nella vita, e si volta verso la cassiera che si è alzata per controllarlo. Insieme alla donna sopraggiunge il titolare del supermercato, e lui rimane lì fermo, masticando un paio di frasi con accento slavo.

Il titolare gli chiede di aprire lo zaino, e lui esegue come se nulla fosse: qualche birra, alcuni sottoli e poco altro, e poi un coltello e un’accetta. «Credo che la cassiera non si sia accorta delle armi, io sono rimasto stupito dall’atteggiamento quasi sereno di lui, si comportava come se rubare e – soprattutto – girare con quelle lame addosso fosse normale (forse le usa normalmente per qualche altra attività). Era lucido, non sembrava sotto effetto di sostanze», racconta il titolare, che in quel momento fa chiamare la polizia.

Calmo, per timore di scatenare una reazione violenta dal parte dell’uomo, il quale rappresenta comunque un potenziale pericolo per l’incolumità del personale e dei clienti, o ancora degli ignari passanti di via Grande.

L’uomo ancora una volta rimane fermo, aspetta l’arrivo delle forze dell’ordine senza cercare di fuggire né di metter mano alle armi. E quando sopraggiungono gli agenti si fa condurre da loro, senza opporre resistenza, in una piccola stanza adibita al personale del supermercato, dove rimangono insieme per alcuni minuti.

Poi sale sulla volante alla volta del commissariato. Sarà denunciato, in attesa della convalida dell’arresto.

Passata la paura, gli operatori riprendono la loro attività. «Non è la prima volta in cui si verifica un tentativo di furto, ma non mi era mai successo di trovarmi di fronte un taccheggiatore così impassibile e che avesse con sé accetta e coltello», prosegue il titolare, che poi conclude: «È come dice quel programma in televisione, “non si sa mai cosa entrerà da quella porta”». —

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