Il Tirreno

Livorno

L’allarme del garante  

«No al raddoppio delle Sughere senza spazi di riabilitazione»

«No al raddoppio delle Sughere senza spazi di riabilitazione»

De Peppo: sono iniziati i lavori per una ristrutturazione di ben otto sezioni che aumenteranno da 250 a 500 la presenza di detenuti nel nostro carcere

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LIVORNO. «Non possiamo permettere che il carcere di Livorno raddoppi la capienza senza la necessaria attenzione a tutti i possibili spazi della riabilitazione, lo dobbiamo pretendere per i percorsi di riabilitazione di chi è ristretto, per la sicurezza della comunità cittadina, perché la nostra Costituzione ci chiede di prevedere un sistema penitenziario che abbia come fine il riscatto di chi ha sbagliato». Lo afferma, in una nota, il garante dei detenuti di Livorno, Giovanni De Peppo, parlando del futuro delle Sughere.

«Nel carcere di Livorno da ormai svariati anni vi sono condizioni di abbandono per tanti spazi ed aree dedicate al “trattamento” e alla riabilitazione - denuncia De Peppo - ma quest'anno sono iniziati i lavori per una ristrutturazione di ben 8 sezioni che una volta terminati porteranno a raddoppiare la presenza di detenuti nel nostro istituto: da 250 a circa 500 detenuti, con camere di pernottamento e qualche piccolo spazio per i colloqui, ma niente spazi funzionali alle strategie rieducative/lavorative».

Sempre il garante De Peppo ha spiegato «che non ho aderito all’invito di una visita programmata dal Partito Radicale e da Radio Radicale in carcere per il Ferragosto apprezzando la posizione del Garante Nazionale dottor Mauro Palma che ha rifiutato lo stesso invito rivendicando, pur nel assoluto rispetto dei Radicali, un ruolo di autonomia e di carattere istituzionale che, anche a mio avviso, deve rimanere tale per la funzione dei Garanti dei detenuti».

«A Ferragosto - prosegue la nota - ho chiesto altresì la collaborazione della Direzione della Casa Circondariale per incontrare due delegazioni di detenuti dell’Alta e della Media sicurezza per confrontarmi, nel giorno della “vacanza” per eccellenza. Alle “Sughere”, come alla Casa di Reclusione di Gorgona non dobbiamo mai dimenticare di ringraziare il personale della Polizia Penitenziaria e tutto il personale della Amministrazione Penitenziaria che, nella mia concreta esperienza nelle tante difficoltà assicura il buon andamento degli Istituti».

«Seppure giornalmente incontro tanti detenuti - conclude - è nella normalità che, singolarmente, si affrontino tematiche attinenti alla detenzione di ciascuno e sentivo la necessità di una condivisione e un confronto con chi è ristretto, su criticità e prospettive possibili su una vita carceraria che possa rispondere al dettato della nostra Costituzione, che mette al centro dell’attenzione i percorsi di riabilitazione. Ho trovato assai preziosi i due incontri nei quali si sono evidenziate proposte e posti problemi che devono trovare l’attenzione sia della Amministrazione Penitenziaria e, dove possibile, della Amministrazione della nostra Città. —



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