Il Tirreno

Livorno

dopo il crollo sul Romito 

Con i figli sotto al ponte di Calafuria: i vigili fanno uscire tutti

Juna Goti
Con i figli sotto al ponte di Calafuria: i vigili fanno uscire tutti

Livorno,  altri bagnanti segnalano alla polizia municipale il comportamento di chi supera le transenne ed entra nell’area vietata nonostante il pericolo

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LIVORNO. Lo raccontano le fotografie scattate ieri nel primissimo pomeriggio. Un gruppo di bagnanti ha scavalcato le recinzioni posizionate nei giorni scorsi dalla protezione civile e ignorando i divieti ha steso gli asciugamani sotto al ponte di Calafuria, fino a quando due agenti della polizia municipale non hanno fatto uscire tutti dall’area. . A quanto risulta sono stati proprio altri bagnanti che prendevano il sole sugli scogli del Romito a segnalare alla centrale operativa che era stato tagliato il nastro rosso e bianco che serve per bloccare il passaggio all’altezza della scaletta per scendere in acqua. E a segnalare che una famiglia in particolare, con molti bambini piccoli, ignorando i divieti si era piazzata sotto all’arcata, lato mare, a pochi metri di distanza dalle canaline della fibra ottica crollate lunedì scorso.

All’arrivo della polizia municipale, oltre alla famiglia, sotto al ponte c’era qualche altro bagnante disteso sugli scogli e sul ribattezzato solarium. Così gli agenti hanno fatto uscire tutti.

Va detto che al di là delle singole segnalazioni, alle pattuglie dei vigili urbani che per tutta l’estate faranno servizio in moto sul Romito è stata data l’indicazione di fermarsi all’altezza di Calafuria, verificare che nelle aree vietate non ci sia nessuno e in caso contrario fare allontanare i bagnanti.

I divieti intorno al ponte dell’Anas sono stati estesi dopo che a inizio settimana sono cadute a terra le coperture dei cavi della fibra ottica che erano attaccate al ponte con dei cavi mangiati dalla ruggine e che in realtà sono appartengono a un’altra società: il Comune ha quindi intimato la messa in sicurezza dell’area ad Anas, che a sua volta ha chiesto di occuparsi del ripristino alla società che è responsabile delle canaline e della fibra ottica.

Da quel momento non è solo vietato andare sotto al ponte, ma anche fare il bagno nello specchio d’acqua sottostante (devono però ancora essere posizionate le boe, spesa che spetta ad Anas) e sostare nel tratto della siscesa naturale al mare che corre più vicina all’opera e che per motivi di sicurezza è stata chiusa.

Da martedì scorso chi vuole raggiungere gli scogli passando da quel lato di Calafuria può comunque farlo attraverso la scala in legno fatta costruire in via d’urgenza dal Comune alla ditta Abate.

Nei giorni scorsi si sono ripetuti gli appelli della vicesindaca Monica Mannucci: «Non andate nelle aree vietate, non ne vale la pena, si può fare il bagno e prendere il sole usando il percorso alternativo». Ma ieri sono dovuti intervenire i vigili urbani.

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