Gioco
«Con lo sgombero immediato rischia di saltare il piano Chiccaia»
Pd, Art. 1, Casa Livorno e Futuro chiedono tempo. «La proprietà intanto metta in sicurezza la facciata»
LIVORNO. «La notizia dell’ordinanza di sgombero della Torre della Cigna desta una grande preoccupazione. Da un lato viene riconosciuto un diritto legittimo della proprietà, ma dall’altro si rischia di creare una nuova emergenza sociale straordinaria: ci troveremmo infatti con 110 persone senza alloggio, con problemi sociali e - temiamo - anche di ordine pubblico, perché oggi l’amministrazione comunale non ha gli strumenti per affrontare questa situazione e contemporaneamente liberare il blocco della Chiccaia per la demolizione, come programmato per il prossimo autunno. E così, se l’ordinanza dovesse diventare operativa, rischieremmo anche un nuovo stop al piano di recupero di Shangai con la perdita dei finanziamenti pubblici di 9 milioni». Federico Mirabelli, neosegretario del Partito Democratico, sostiene la posizione del sindaco Salvetti e chiede tempo.
Sulla sua linea ci sono anche le altre forze politiche e civiche che sostengono la maggioranza in Comune: Marco Chimenti per Articolo 1, Gabriele Benucci per Casa Livorno e Lucia Mennella per Futuro.
«Condividiamo la proposta dell’amministrazione comunale di istituire una cabina di regia con prefettura e questura per decidere insieme il cronoprogramma dello sgombero», sostengono i 4 rappresentanti della maggioranza. Che però chiariscono che questo cronoprogramma dovrà per forza prevedere tempi molto dilazionati. «Se l’ordinanza nasce dalla situazione di pericolo della facciata, a nostro avviso la proprietà dovrebbe per prima cosa mettere in sicurezza l’immobile dando del tempo per la gestione dello sgombero e favorendo un’uscita graduale degli occupanti».
«Non dimentichiamo - hanno ricordato Mennella e Benucci - che tra gli occupanti ci sono anche tante famiglie con bambini».
Dai 4 rappresentanti della maggioranza arriva una stoccata sia ad Asia Usb che a Stella Sorgente. «Vogliamo fare chiarezza su quanto dichiarato da Asia circa la continuità sulle politiche abitative tra questa amministrazione e quella Nogarin. Non è vero: noi siamo in netta discontinuità con la ex Giunta Nogarin. Noi vogliamo affrontare l’emergenza abitativa nel pieno rispetto delle leggi e l’occupazione degli immobili pubblici e privati non rientra tra le nostre soluzioni. Al contrario, quei movimenti o quelle organizzazioni sindacali che hanno sostenuto le occupazioni e hanno posto fuori dalla legalità le persone bisognose di una risposta concreta a un problema reale, non possono essere considerati degli interlocutori. Per quanto riguarda la Sorgente invece di parlare oggi, avrebbe dovuto fare quando era vicesindaco».
«Tra le eredità pesanti che ci ha lasciato l’amministrazione 5 stelle - ha aggiunto Chimenti - c’è tra l’altro un patrimonio di edilizia pubblica fatiscente e questo non ha aiutato nella risposta all’emergenza abitativa: in città ci sono 250 appartamenti di proprietà del Comune senza abitabilità, il recupero di questo patrimonio è fondamentale per rispondere all’emergenza abitativa».
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