Gioco
La barca rischia di affondare: 5 livornesi salvati dalla Guardia Costiera
Famiglia labronica (con due amiche della figlia) nei guai per una falla: l'intervento otto miglia al largo di San Vincenzo. Soccorsi dalla nave "Ingianni" presente in zona per la vigilanza ambientale sull'Arcipelago
SAN VINCENZO. La falla si è aperta quando la costa era ormai piuttosto distante, nella loro barca ha cominciato a entrare acqua: momenti di paura per un gruppo di cinque diportisti – una famiglia livornese con i genitori e la figlia più due amiche della ragazza – che stavano andando da Livorno all’isola d’Elba. Il rischio di affondare si è materializzato all’altezza di San Vincenzo a otto miglia dalla terraferma.
Fortuna ha voluto che in quel momento, attorno alle ore 17 di mercoledì 14 agosto, fosse in zona per pattugliare le acque del Parco dell’Arcipelago una nave della Guardia Costiera, la “Giulio Ingianni”. Era lì per la propria missione nel segno della sorveglianza ambientale e della vigilanza contro la pesca illegale, sportiva e professionale, nei tratti di mare protetti dall’ente parco.
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La famiglia a bordo non ha perso tempo, anche perché la barca stava ormai sbandando e ogni minuto era prezioso. La nave “Ingianni” è lunga quasi 35 metri e disloca 245 tonnellate: appena l’hanno vista, hanno chiamato via radio i soccorsi e hanno capito di avere a portata di mano la soluzione per i loro guai.
A operazione conclusa, in tarda serata la Capitaneria ha reso noto che la “Giulio Ingianni” si è affiancata alla barca in difficoltà, ha preso a bordo 4 persone («spaventate per la brutta esperienza») mentre tre militari sono scesi sull’imbarcazione per iniziare le attività di svuotamento dello scafo con la pompa elettrica di bordo. Hanno individuato la falla e ce l’hanno fatta a tamponarla. Nel frattempo, il proprietario, rimasto a bordo, dopo che era stata aspirata l’acqua, ha ripreso – scortato dalla nave della Guardia Costiera – la navigazione verso il porto più vicino: San Vincenzo.
Gli altri quattro occupanti della barca sono stati portati dalla nave “Ingianni” fino all’imboccatura del porto savicenzino, dove hanno fatto trasbordo su un gommone trovando il personale della Guarda Costiera di San Vincenzo ad attenderli.
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La Capitaneria di porto segnala che, appena concluso il soccorso, la nave “Giulio Ingianni” è ritornata a tenere gli occhi aperti sul mare dell’Arcipelago per impedire che qualche “furbetto” combini guai o illeciti ambientali. «Questo compito andrà avanti – viene sottolineato – fino al 18 agosto, secondo la consueta collaborazione col Parco dell’Arcipelago».
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