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Il Demanio sulla torre: fatti gli atti del ministero pubblicheremo il bando
LIVORNO. «Una volta che il ministero per i beni e le attività culturali avrà terminato tutte le attività necessarie, l’agenzia pubblicherà il bando per la concessione della torre». Così rispondono dagli uffici romani del demanio all’indomani del servizio pubblicato dal Tirreno sulla torre simbolo di Calafuria.
Il fortino che guarda il Romito dall’alto è vuoto e transennato da sei anni. Ovvero da quando, nel settembre del 2013, alcune pietre si sono staccate dalla facciata e per motivi di sicurezza è stato ingabbiato tutto.
La torre – che è un bene del demanio (non marittimo, ma artistico e storico) – per una vita è stata lo studio del pittore Alberto Fremura che nel 2013, alcuni mesi prima dei cedimenti, aveva comunicato all’agenzia che non avrebbe rinnovato la concessione, poi scaduta alla fine di quell’anno. Da quel momento la torre è rimasta vuota e transennata, aperta solo per iniziative come le giornate del Fai.
A cavallo tra il 2018 e il 2019 nel decreto ministeriale che contiene il nuovo elenco degli immobili da concedere a giovani artisti a 150 euro al mese è spuntata anche la torre livornese. Il progetto del Mibac per nuovi atelier o centri culturali non ha però ancora preso forma, perché si concretizzi servono i bandi. Dal demanio rispondono così che «al termine delle attività che il Mibac deve svolgere, subentrerà l’agenzia che procederà alla pubblicazione del bando per dare in concessione la torre». Ma ancora non c’è certezza sui tempi. —
J.G.
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