Gioco
«Rimini? No grazie» Spazio libero, gentilezza e una buona cucina
Chi dice ”basta” all’intrattenimento troppo commerciale riscopre l’atmosfera cordiale e apprezza l’accessibilità
È il cerchio della vita. Da bambini si va al mare con i genitori, poi da adolescenti – quando il vecchio bagno calza un po’ stretto – si cerca il salto di qualità verso lo stabilimento più grande (con più “movimento”). A vent’anni la scoperta della spiaggia libera, poi quando arrivano i bambini...
«Lei veniva qui da piccola, negli anni Settanta. Siamo tornati qui quando è nato nostro figlio», raccontano Marco Giorgi e Sara Marziali, fiorentini doc: «Ci prendiamo da 11 anni una casa in affitto e in questo modo abbiamo scoperto tanta libertà. Onestamente il paese non offre molte attrattive, ma del resto noi non cerchiamo “Rimini”, e qui i bambini possono imparare a conoscere il mare in sicurezza (per loro) e tranquillità (per noi). E poi siamo diventati anche amici dei vicini di ombrellone».
Notizia confermata subito dai concittadini Samuele Ulivi e Ilaria Nutini: «Anche per noi la storia è molto simile, solo che da piccolo qui venivo io e non lei – precisa Ulivi –. I nostri rispettivi figli hanno fatto amicizia, e fondamentalmente continuiamo a tornar qui due mesi all’anno per loro. Arrivammo da un’esperienza spiacevole in un altro bagno, e qui (oltre ai vicini d’ombrellone) abbiamo trovato davvero tanto spazio, non come in altri stabilimenti in cui hai i piedi degli altri bagnanti praticamente sulla nuca. E inoltre c’è un’ottima cucina».
Lo spazio vitale è il miglior pregio, custodito gelosamente negli anni, anche per Antonella e Silvia Susini, e Martina Innocenti, anche loro provenienti da Firenze: «Veniamo qui da 55 anni, insieme ai nostri genitori – raccontano le due sorelle –, cambiammo stabilimento solo quando costruirono il porto. Il ricordo più bello rimangono le lunghe giornate passate nella terrazza del bagno, o trascorse nella “buca” lì in acqua dove si formava una piscinetta naturale di acqua calda. E il piccolo Mattia – prosegue Innocenti – si è fatto tanti amici con cui giocare a biliardino, e si diverte a catturare tanti granchi e poi a liberarli».
Tra gli amichetti c’è anche la figlia di Andrea Mariani: «Rosignano è carina e l’acqua qui è pulita. Ho un amico di famiglia che ci affitta casa, e lo stabilimento è perfetto per vicinanza e comodità. Il personale è brava gente e professionale, e poi – diciamocelo – qui si sta bene con tutta la famiglia: anche a Rimini ci si diverte di giorno, ma la sera ti spennano!».
L’atmosfera cordiale dei Trieste, del resto, non si batte. Lo sanno bene anche Ambra Pacini «tanto che ho preso la residenza qui», e i coniugi pratesi Renzo e Anna Dolfi: «Lei si è servita per 40 anni al nostro negozio di abbigliamento, poi ci ha fatto conoscere il posto. Prima andavamo all’Elba, ma qui ci siamo abituati subito per la grande gentilezza dei gestori. Ma tutti qui sono socievoli, si mangia bene e in barca fra uomini si pesca bene (non tanto per la dimensione dei pesci, l’importante è la compagnia)».
E ogni compagnia che si rispetti non può non avere il personaggio. «La partenza per noi è stata un po’ lenta, per noi che veniamo da un’esperienza a Marina di Massa, ma qui è decisamente più tranquillo», racconta il sorriso rubicondo del pistoiese (di Agliana, per la precisione) Marco Tucci, titolare del bar Oasi: «Ci hanno consigliato il posto alcuni amici, e senz’altro torneremo perché il servizio è ottimo e l’atmosfera è davvero rilassata. Anche mio figlio ha fatto subito le sue amicizie. E poi mi hanno detto che qui si mangia molto bene (e ride, ndr)». —
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