Il Tirreno

Livorno

straordinaria mobilitazione di solidarietà 

Livorno e Pisa unite perché la piccola Jo realizzi il sogno di poter camminare

Livorno e Pisa unite perché la piccola Jo realizzi il sogno di poter camminare

È nata con una malformazione alle gambe, c’è il rischio di una amputazione ma in Florida un prof le ricostruisce 

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LIVORNO. «Non capisco ancora perché continuano a guardare le mie gambe: forse hanno qualcosa che non vanno. Un giorno sento dire che ho l’emimelia tibiale bilaterale: infatti, quando provo ad alzarmi non ci riesco, vorrei camminare e correre ma non posso perché non ho le tibie». Il messaggio rimbalza un po’ dovunque sui social: ovvio che non possa essere la piccola Jo, due candeline spente sulla torta di compleanno a primavera, a digitare sulla tastiera queste frasi in cui si potrebbe riassumere un po’ della sua storia. E del “no” gridato dai suoi genitori quando, per rimediare alla malformazione che le rende così difficile camminare, i medici in Italia «hanno presentato alla famiglia come unica soluzione possibile l’amputazione», come racconta il prozio Fabio Becchere.. Nel video che compare su Youtube nella risposta a nome di Jo c’è anche un filo d’ironia: «Ma come? Prima le mie gambe le guardano tanto e poi le vogliono togliere?».

In realtà, una speranza c’è e sta nella straordinaria mobilitazione messa in piedi dai genitori (in particolare da mamma Irene Ceneri), una famiglia livornese che ora abita a Tirrenia.

Un tam tam che sta coinvolgendo un arcipelago incredibile di persone, gruppi, associazioni e mette insieme non solo livornesi e pisani ma anche gli ambienti più differenti, dai gruppi parrocchiali al tifo delle curve, gruppi di lavoro in porto e cene fra amici in pizzeria. Di più: via social è arrivata anche l’ondata di affetto di personaggi del mondo dello spettacolo e della tv come Mara Venier e Flavio Insinna, Dario Ballantini e Michele Torpedine, Massimo Lopez, Graziano Salvadori e Matteo Becucci. Senza contare che i giovani cantanti lirici del Volo (Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble) sono scesi in campo con la potenza di “fuoco” dei propri social per fare appello ai fan con un videomessaggio in cui si chiede di dare una mano ai “sogni di Jo”, come si chiama la pagina Facebook che sta facendo da collettore alla mobilitazione via web che punta a raccogliere fondi sul conto n. 002407 Comitato I Sogni di Jo al Banco Bpm dip. 2781 Tirrenia (Iban IT46 Q 05034 14055 000000002407) oppure PayPal (Iryanne25@ me.com).

E la lista della mobilitazione potrebbe continuare chissà quanto, magari ricordando il video-volo che i parà della Folgore hanno dedicato a Jo. Tutti con un obiettivo: raggiungere quei 500mila euro che sono la somma ritenuta necessaria per poter affrontare il “viaggio della speranza”, oltre un quarto dei quali già raccolti.

In Florida – viene spiegato da mamma Irene in una lettera aperta in cui ripercorre la storia della sua piccola – è stata sviluppata una metodologia d’intervento che ha già affrontato con successo casi come questo ed è in grado di ricostruire entrambe le gambe.

È l’istituto fondato a West Palm Beach dal dottor Dror Paley, discepolo di un luminare russo (Gavril Abramovic Ilizarov) e di un grande ortopedico veronese (Giovanni De Bastiani): l’istituto statunitense pubblica sul proprio sito un paper dedicato proprio all’intervento specialistico riguardante l’emimelia tibiale).

La prima visita avverrà a Varsavia nella prima metà di settembre, poi verrà predisposto il piano dettagliato sia per il percorso operatorio sia per la successiva fase di fisioterapia.

Non è soltanto il racconto di una via crucis: mamma Irene spiega che nel proprio cammino ha incontrato anche l’associazione La Quercia Millenaria (che, con Bianca De Pascalis come responsabile regionale, «si occupa di tutte quelle famiglie che ricevono una diagnosi infausta in gravidanza e decidono di proseguire il proprio viaggio») e un vasto campionario di specialisti che con dedizione hanno affiancato la famiglia (Battini, Bottone, Aragona, Guerrini, Abeni, Guidi, Ciullini e Maltinti).

Quanto al fatto che a Jo mancano due costole, la mamma dice che «è soltanto qualcosa di estetico». L’attenzione è sugli arti inferiori, come detto: «A sinistra Jo deve sistemare il ginocchio, riallineare la caviglia e unire i due peroni presenti per far sì che il peso del corpo possa esser sostenuto». A destra invece – dice Irene Ceneri – è presente «soltanto un perone: questo ha causato un’incurvatura dell’osso presente, che si è andato a posizionare più in alto di dove dovrebbe, la gambina risulta dunque più corta. Ginocchio, caviglia, lunghezza e curvatura sono dunque tutte da sistemare. Tutto questo, possiamo farlo soltanto in America». —



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