La protesta
Velocità e telefonini, controlli inefficaci. Cepparello preferisce la linea morbida
Livorno, autovelox no: «Rischio tamponamenti», conducenti col cellulare: «Difficili da multare». L’assessora punta sulla prevenzione
LIVORNO. «Gli autovelox mobili sul viale Italia? Non si possono risolvere i problemi in modo così semplice, altrimenti lo avremmo già fatto. Utilizzando solo quelli, rischiamo di creare altri problemi, magari anche peggiori: parlo dei tamponamenti. Ma anche i rallentamenti al traffico. E c’è un alto rischio di ricorsi in caso di sanzioni. Bisogna invece creare un sistema virtuoso che preveda ad esempio strisce pedonali rialzate ogni 100 metri, dissuasori, semafori e chiamata e asfalto colorato in prossimità degli attraversamenti. Per altro, su quest’ultima ipotesi, abbiamo chiesto un parere al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti visto il codice della strada non la prevede».
A parlare è l’assessora comunale alla mobilità, Giovanna Cepparello, che fra un mese presenterà il nuovo piano integrato della mobilità cittadina, con incontri ad hoc con i cittadini. Una misura per rendere più sicura la viabilità, favorendo il più possibile l’uso di mezzi alternativi come autobus e bici. «E cercando finalmente di far andare i bambini a scuola a piedi senza il rischio che vengano investiti dalle auto e disincentivando l’uso del cellulare alla guida, che è quanto di più sbagliato si possa fare al volante».
Assessora, Il Tirreno ha fatto un test sul viale Alfieri che ha evidenziato il fenomeno della guida con il cellulare in mano. Come pensa di fermare questa abitudine pericolosa?
«Le pattuglie ci sono e pur nelle carenze di organico fanno il massimo. Non è facile riuscire a beccare gli automobilisti col cellulare in mano».
Ma come, assessora: sono tantissimi i conducenti che usano il telefonino...
«Sì, ma appena vedono il posto di blocco magari lo buttano sul sedile e gli agenti non riescono a notarli. Bisogna cambiare la cultura, ad esempio lo possiamo fare attraverso gli incontri sul piano della mobilità di metà settembre».
Allora vi arrendete alle infrazioni?
«No, perché nella settimana di Ferragosto li faremo come del resto ci sono sempre in passato, dando un’attenzione particolare al lungomare in un momento di particolare afflusso. I controlli ci sono e la polizia municipale starà molto attenta».
I dati delle multe parlano chiaro: c’è una netta sproporzione fra le multe per divieto di sosta e quelle per i comportamenti pericolosi alla guida.
«È vero. Quella dei telefonini è un’abitudine tutta italiana che dobbiamo fermare».
Ma in che modo, se i controlli “normali” sono inefficaci?
«Il telefonino quando si guida va dimenticato e messo in borsa. All’estero è così. Da noi no. Dobbiamo intervenire». La differenza di volume delle sanzioni purtroppo dipende dal fatto che vedere un’auto in divieto di sosta è molto più semplice. La pattuglia si ferma e gli agenti scendono. Notare gli automobilisti con il cellulare in mano è più complicato. Sa quante volte dopo gli incidenti stradali gli agenti scoprono che c’è un cellulare buttato a terra sull’auto?».
Tante volte?
«Sì, appena gli automobilisti vedono le pattuglie o provocano qualche incidente se ne disfanno. Ma la polizia municipale c’è e ci sarà. Compatibilmente con le poche risorse a disposizione sta lavorando molto».
Poi ci sono i tanti automobilisti che non danno la precedenza ai pedoni sulle strisce...
«Sì, i controlli riguarderanno anche questo fenomeno. Le persone devono poter attraversare in sicurezza. Bisogna anche far sì che non lo facciano dove è più pericoloso, fuori dalle strisce. Potremmo posizionare delle barriere anche psicologiche, penso alle aiuole e ai cartelli. Non basta un solo accorgimento per mettere il viale Italia in sicurezza».
Il limite di 30 all’ora sul viale è sempre allo studio?
«Certamente. Queste misure cercheremo di implementarle per la prossima estate, dopo che avremmo definito il piano integrato. È allo studio anche un’altra possibilità: riservare la zona 30 solo ad alcuni tratti di lungomare (quelli maggiormente frequentati dai bagnanti) e solo nel fine settimana. Ma è un’idea, non c’è niente di definito. L’importante è rendere la città sicura per automobilisti, pedoni e ciclisti. Dobbiamo trovare, nel rispetto del codice della strada, il modo giusto per raggiungere questo obiettivo». —
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