Gioco
«Invece di assumere medici e infermieri l’Asl punta sul privato»
Dopo la notizia degli interventi ortopedici trasferiti nelle cliniche il Fials denuncia: «Sanità pubblica demolita nel silenzio di tutti»
LIVORNO. «La notizia apparsa sul Tirreno dello spostamento di una parte delle attività di Ortopedia nella clinica privata convenzionata di S. Camillo di Forte dei Marmi e di Villa Tirrena conferma la volontà dell’Asl di cedere all’imprenditoria privata le prestazioni che potrebbe produrre ed erogare in proprio». Massimo Ferrucci, segretario del Fials, uno dei sindacati più forti dentro l’ospedale di Livorno, attacca duramente la decisione dell’azienda di utilizzare le sale operatorie private per gli interventi di Ortopedia, raccontata domenica dal nostro giornale.
«Secondo quanto riporta Il Tirreno i tempi di attesa per protesi di anca o alle ginocchia variavano da 250 giorni (8 mesi) a 842 (due anni e mezzo) - ricorda Ferrucci -. Davanti a questa situazione le soluzioni escogitate nel tempo da parte della direzione aziendale sono state fantasiose: in una prima versione gli interventi dovevano essere spostati a Volterra poi a Piombino e ora è stata compiuta la scelta di svolgere una seduta alla settimana nella clinica di Forte dei Marmi e una a Villa Tirrena. Una parte di livornesi e famiglie dovranno prepararsi a trasferirsi nella clinica di Forte dei Marmi e rimanervi ricoverati quattro giorni ed in quella sede inizieranno la riabilitazione. Mentre i pazienti ortopedici della Val di Cornia per alcune tipologie di interventi accertati dopo le ore 20 a causa della impossibilità di effettuare la reperibilità da parte dei medici ortopedici, ormai ridotti a tre unità, saranno trasferiti nell'Ospedale di Livorno. Tutta l'operazione è finalizzata a fornire utenza e flussi per prestazioni al settore privato».
Secondo il Fials la strada è sbagliata. Quella corretta invece sarebbe l’utilizzo a pieno regime delle sale operatorie di viale Alfieri che - come abbiamo più volte raccontato - nel pomeriggio lavorano a metà. «Quelle prestazioni devono essere effettuate nelle strutture pubbliche - sostiene il Fials -. Per far funzionare le 9 sale operatorie dell'Ospedale di Livorno mattina e pomeriggio occorrono assunzioni di personale medico, infermieri e operatori socio sanitari. Non è possibile che l'ospedale di Livorno abbia il numero di medici ortopedici inferiori a Lucca e Pontedera ed un numero di operatori a sala gessi ridotti a quattro unità mentre negli ospedali dell’Asl con analoghe quantità di prestazioni sono il doppio».
Per Ferrucci siamo davanti a «una demolizione della sanità pubblica nel silenzio delle istituzioni: la direzione dell’Asl che nel corso degli anni ha costretto i cittadini livornesi a migrare altrove ad esempio per la riabilitazione, per la diagnostica ed oggi incrementa ulteriormente questo flusso. Il silenzio delle istituzioni è in realtà una condivisione. Il dibattito che si è aperto sull'Ospedale sta diventando una sceneggiata che evita di misurarsi coi problemi reali ed un paravento per giustificare alcune operazioni in nome di una falsa emergenza. Chi invita a guardare alla realizzazione della struttura nel lontano 2028 vuole indurci a non preoccuparci del presente».
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