Il Tirreno

Livorno

Emergenza cellulare al volante: nel nostro test "beccati" 10 conducenti in 5 minuti

Stefano Taglione
Un automobilista al volante col cellulare (foto Cecilia Foschi/Pentafoto)
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Un automobilista al volante col cellulare (foto Cecilia Foschi/Pentafoto)

Livorno: un fenomeno dilagante e preoccupante, la prova all’incrocio di viale Carducci. C’è chi telefona e tiene una sola mano al volante e chi legge Whatsapp...

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LIVORNO. Dieci persone in appena cinque minuti solamente al semaforo fra viale Carducci e viale Alfieri, per altro in un giorno di calura estiva e quindi poco trafficato. È emergenza cellulare alla guida a Livorno, con sempre più casi di infrazioni che si possono riscontrare semplicemente girando a piedi o in auto per la città.

Un fenomeno dilagante e anche preoccupante: sono davvero troppi i livornesi che guidano parlando al telefonino, tenendo una sola mano sul volante, e poi ci sono tanti conducenti che addirittura leggono i messaggi Whatsapp, distraendosi e ponendo così le premesse per incidenti dalle conseguenze più o meno gravi. Nel test del Tirreno – effettuato dalle 11.25 alle 11.30 di giovedì 8 agosto su una delle principali arterie cittadine – il fenomeno si è potuto notare molto facilmente.

Con gli automobilisti che in prossimità del “rosso”, anche prima di fermarsi, come da programma estraevano il telefonino dalla tasca o lo prendevano dal sedile accanto, per telefonare, rispondere ai messaggi o mandare un vocale su Whatsapp. Donne, uomini. Giovani e anziani: purtroppo non si salva nessuno. Una cattiva abitudine, anzi pessima, che colpisce quasi tutti i conducenti, non solo i più indaffarati per motivi di lavoro, ma magari anche chi è in ferie o comunque non ha impegni pressanti tali da sollecitare l’uso - comunque proibito dal codice della strada - dello smartphone.

Nella “prova” all’incrocio tra viale Alfieri e viale Carducci è stato beccato pure un dipendente di un’azienda comunale, con il mezzo di servizio, e quindi probabilmente durante l’orario di lavoro. Ha guardato il cellulare per un attimo e poi, appena scattato il verde, è ripartito verso la stazione ferroviaria.

Molti anche coloro che parlavano allo smartphone come se niente fosse: c’è chi ad esempio indossava gli auricolari (sia con i fili, sia con il collegamento bluetooth) o chi utilizzava il vivavoce dell’auto. Ma c’era anche chi portava il cellulare all’orecchio impugnando il volante con la mano rimasta libera. Rispetto al passato, comunque, le tecnologie possono senz’altro venire in aiuto dei conducenti, pur non escludendo minime distrazioni dovute al distogliere lo sguardo dalla guida. Le auto nuove, in ogni caso, si collegano ai cellulari molto facilmente.

Basta navigare sul computer di bordo e la configurazione anche per i meno esperti viene conclusa in pochissimi minuti, con tanto di rubrica scaricata nel cervellone del mezzo che segnalerà, ad ogni chiamata, anche i nomi e i cognomi abbinati i tanti numeri salvati. Il fatto è che , spesso, quando si parla al telefonino, ci si concentra sulla conversazione e ci si distrae dalla guida: senza avere il pieno controllo di ciò che ci avviene intorno mentre si è alla guida è più facile sbagliare e provocare così un in cidente. Il test del Tirreno potrebbe essere replicato in altre zone della città, magari sul viale Italia, e darebbe quasi sicuramente lo stesso risultato. Una abitudine davvero pericolosa.

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