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La polizia arresta i monopolisti della droga di piazza Garibaldi
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Il sequestro della Squadra mobile diretta da Valentina CrispiLivorno: due giovani marocchini sono stati incastrati dalla Squadra mobile. Intercettati, parlavano in codice. Sequestrati duemila euro e un iPhone XS
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LIVORNO. Doppio arresto nei giorni scorsi della Squadra mobile della polizia di Stato di Livorno, guidata dalla vicequestore aggiunto Valentina Crispi, su disposizione della sostituto procuratore Ezia Mancusi. I destinatari delle misure cautelari, due marocchini di 22 anni, già da alcuni anni sul territorio nazionale regolarizzati per motivi familiari e per richiesta di asilo politico, era dediti in maniera esclusiva allo spaccio di sostanze stupefacenti nel centro di Livorno.
In particolare i luoghi dello spaccio, utilizzati dai due in concorso, erano sempre piazza della Repubblica, piazza Garibaldi e piazza XX Settembre. È stato infatti il discreto ma continuo monitoraggio della situazione di piazza Garibaldi, sollecitata dai cittadini e recepita dal questore Lorenzo Suraci, che ha permesso di individuare i due stranieri che detenevano il monopolio dello spaccio. L’attività investigativa tradizionale, effettuata dal personale della Squadra mobile con servizi di osservazione e pedinamenti e supportata anche da attività tecnica, ha permesso di ricostruire la rete di contatti che i due intrattenevano con i giovani clienti italiani, assuntori, provenienti anche dalla provincia di Livorno per l’acquisto della droga, in particolare cocaina.
Il linguaggio usato dagli spacciatori e dagli acquirenti durante le telefonate, proprio per accordarsi sul luogo dell’incontro e sul quantitativo da scambiare, era mascherato con l’uso di parole concordate e prestabilite per non far comprendere ad eventuali “ascoltatori” l’accordo per lo scambio di droga. Numerosi sono stati i riscontri ottenuti dal capillare lavoro degli investigatori della sezione antidroga, a dimostrazione delle singole cessioni dello stupefacente, tanto da permettere all'autorità giudiziaria di emettere le misure cautelari personali della custodia in carcere.
Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare è stata disposta dal pm titolare dell’indagine la perquisizione domiciliare, che ha permesso di acclarare la loro illecita attività di spaccio, essendo stata rinvenuta all’interno dell’abitazione della sostanza stupefacente già confezionata e materiale usato per la preparazione ed il confezionamento delle singole dosi da spacciare sul mercato cittadino.
Sono stati sequestrati inoltre circa duemila euro in banconote di piccolo taglio, oltre che un telefono cellulare iPhone XS compendio di furto, per il quale sono stati indagati entrambi per ricettazione e una patente di guida intestata a un italiano, che ne aveva denunciato lo smarrimento. Uno dei due fermati era già stato tratto in arresto pochi mesi fa dallo stesso personale della Squadra mobile, poiché colto nella flagranza di reato di cessione di sostanza stupefacente, a seguito del quale era stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Livorno con divieto di uscire di casa dalle 21 alle 7. I due marocchini sono stati rintracciati da questo personale mentre si allenavano in una palestra del centro cittadino e, condotti negli uffici della Squadra mobile per gli atti di rito, sono poi stati accompagnati presso la carcere di Livorno a disposizione dell'autorità giudiziaria.
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