Gioco
Nogarin torna in corsa: «Sono pronto a candidarmi per guidare la Toscana»
Livorno, dopo la bocciatura in Europa l’ex sindaco tenta la carta della Regione, ma nella partita c’è un posto da sottosegretario
a colloquio
Giulio Corsi
L'estate sabbatica di Filippo Nogarin a zonzo tra un campeggio sulla costa degli Etruschi e i tuffi a Quercianella s'interrompe d'un tratto con la sua autocandidatura a presidente della Regione. «Sono pronto a correre come governatore della Toscana per il Movimento 5 Stelle», ha detto domenica l'ex sindaco a Repubblica Firenze.
E ieri ha ribadito al nostro giornale: «È tutto vero, confermo ogni parola. Ora però voglio godermi l’estate e il mare, a settembre riprenderemo il discorso. Mi sto rimettendo in forma, sapete? Sono stato in campeggio a San Vincenzo, ho fatto grandi passeggiate nel parco di Rimigliano e tantissime nuotate a Quercianella. Adesso mi aspettano le camminate in montagna con le mie figlie. Andremo sull’Appenino: aria buona e paesaggi spettacolari».
Sembra il programma d’allenamento di un atleta, ma Nogarin non è atteso da una partita di basket - il suo sport preferito - contro Giacomo Giannarelli, capogruppo M5s in Regione e principale aspirante grillino al ruolo di governatore, ma piuttosto da un biathlon di braccio di ferro e partite a scacchi dentro al Movimento che avranno una ricaduta decisiva anche sulla sua vita privata, stravolta cinque anni fa con l’elezione a sindaco e ora, alla soglia dei 50 anni, arrivata a un bivio: fare l’ingegnere o provare un altro tentativo con la politica dopo la doccia gelata della mancata elezione al Parlamento Europeo, la non chiamata a Roma nella giunta Raggi e gli ostacoli trovati nella corsa ad un sottosegretariato nel governo Conte su cui l'ex sindaco puntava moltissimo.
«Fosse una sfida “uno contro uno” a pallacanestro con Giannarelli come avversario mi accusereste che mi piace vincere facile», sorride Nogarin. La partita politica invece sarà sicuramente più complicata, ma l’ex sindaco al suo arco ha frecce importanti e non è detto che il bersaglio finale - nonostante ciò che ha dichiarato ieri - sia lo scranno di Enrico Rossi a Palazzo Strozzi Sacrati.
Va ricordato che l'ipotesi di una candidatura di Nogarin alla presidenza della Regione non è cosa nuova, anzi è stata una voce spesso rimbalzata (e da lui sempre smentita) durante i suoi anni da sindaco, adesso però c'è molto di più, vale a dire la sua autocandidatura.
La tempistica del suo passo avanti di certo non va sottovalutata: Giannarelli (che ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni) appena pochi giorni fa si era detto pronto a rimettersi in campo per un secondo tentativo come governatore dopo la sconfitta del 2015 (quando prese il 15% dei voti) e puntuale è arrivata l’uscita dal letargo politico dell’ex sindaco che, forte della spinta di una parte della base grillina, quella più di sinistra e insofferente al matrimonio romano con la Lega, si è buttato nell’agone in nome della discontinuità e ha messo sul tavolo il successo ottenuto alle Parlamentarie grilline. «Sono lusingato che ci siano persone che sperano e credono in me: alle Europee ho preso oltre 30 mila preferenze. Ci sarà il tempo di fare un ragionamento e passi ufficiali. Ma intanto dico che se c’è una squadra, se c’è un pensiero di rilancio condiviso, se c’è l’intenzione di fare un programma costruito con comitati e territori io ci sono e ci sarò», dice Nogarin.
In molti tuttavia ieri si chiedevano se davvero Nogarin avesse intenzione di tentare la corsa alla presidenza della Regione, ben conoscendo le non elevate possibilità - secondo i sondaggi - di una vittoria in Toscana da parte del Movimento 5 Stelle, o se l’obiettivo vero non fosse quel posto in consiglio regionale garantito dalla candidatura a governatore, o in alternativa, se la sua uscita non fosse una forzatura sul capo politico del Movimento, vale a dire Luigi Di Maio (sostenitore di Giannarelli) per sbloccare l’impasse sulla nomina a sottosegretario al Ministero dei Trasporti che da troppo tempo è in congelatore e che starebbe agitando i sonni estivi dell’ex sindaco, sempre più convinto davanti a quel bivio sul suo futuro di preferire la politica all’ingegneria. —
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