Il Tirreno

Livorno

Il caso A TIRRENIA

Tre pranzi uguali ma tre prezzi diversi e scoppia il litigio

S. C.
Tre pranzi uguali ma tre prezzi diversi e scoppia il litigio

La cliente chiama carabinieri e guardia di finanza «Costi alti e non emettono nemmeno lo scontrino fiscale»

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TIRRENIA. Per tre volte sono andati a pranzo nello stesso bar-pasticceria-ristorante in una zona abbastanza centrale di Tirrenia. Hanno sempre mangiato le stesse cose, cioè due antipasti, bevendo anche un picchiere di vino, l’acqua e due caffè. Ma ogni volta hanno speso una cifra diversa. La prima 34 euro, la seconda 28 e l’altro giorno quando è arrivato il conto la cifra richiesta è stata di 36 euro. Madre e figlio, protagonisti loro malgrado di una situazione sgradevole, hanno provato a chiedere una spiegazione al personale del locale.

C’è stato un litigio tra una dipendente e la cliente che si è vista lanciare in faccia i due pezzi da 20 euro con cui, pur facendo notare che ogni volta il prezzo era cambiato, si apprestava a pagare. La situazione è ben presto degenerata. A nessuno fa piacere spendere cifre diverse per le stesse cose...

Il personale del pubblico esercizio riteneva di avere agito come sempre. La cliente, invece, voleva sapere come mai ogni volta il conto era stato diverso e come mai alla fine per due antipasti avevano pagato 36 euro. Nel locale, abbastanza noto sul litorale, sono arrivati i carabinieri che hanno preso nota dell’oggetto del contendere. Poi la signora, che ha un carattere abbastanza deciso, ha pagato ed è uscita insieme al figlio.

Ma prima di andare via e di tornare a casa la donna, che non voleva essere presa in giro con i prezzi “ballerini”, ha chiamato anche la guardia di finanza. «Ho pagato caro e non mi hanno fatto nemmeno lo scontrino fiscale. I finanzieri hanno riscontrato quello che avevo raccontato: nella confusione lo scontrino non è stato emesso», questa in sintesi la protesta della cittadina. Una situazione alquanto incredibile: «per raccontarla tutta – dicono i protagonisti della vicenda – alla fine c’è stato anche l’applauso dei clienti. A quanto pare non siamo i primi che riceviamo questo trattamento». Diciamo che è stato un venerdì alquanto complesso quello che c’è stato nel ristorante-pasticceria. Ieri mattina la donna avrebbe provato a bere un caffè nello stesso posto ma con scarsi risultati. Visto il precedente, qualcuno le avrebbe detto che non era il caso che si fermasse. Abbiamo provato a chiedere la versione del responsabile del punto vendita della pasticceria-bar che ha anche altri negozi. «Il responsabile non c’è – ci ha risposto al telefono una dipendente – io sono rientrata dalle ferie oggi e non saprei che cosa dire. Provate a richiamare più tardi e vedremo se qualcuno conosce questa vicenda». La vicenda è stata poi confermata dal responsabile del punto vendita che tuttavia non ha voluto rilasciare dichiarazioni. –

S. C.

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