Gioco
La paura di Shangai: «Qui troppo spaccio»
Salvetti incontra gli abitanti. La testimonianza: «Minacciata col coltello dopo aver chiesto di non gettare i rifiuti per strada»
LIVORNO. Shangai è un labirinto di blocchi, cortili, rifiuti ammassati, carcasse di scooter abbandonati e palazzi scrostati. Un groviera dove tanti livornesi e stranieri convivono con degrado e disagio sociale. Ed è in questa realtà che ieri mattina, come ogni primo lunedì del mese, si è calato il sindaco Luca Salvetti, accompagnato dalla consigliera Cristina Lugetti, per ascoltare i bisogni dei cittadini. «Io sono nata e cresciuta qui – spiega Laura Lanzoni – e da quando la banca, le suore e il Centro donna non ci sono più, il quartiere è abbandonato a se stesso. Manca un punto di riferimento per tutti quelli che stanno a Shangai». . Prima di tutto bisogna pensare alla sicurezza.
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«C’è bisogno di una postazione fissa di forze dell’ordine – spiega Asia Tancredi – perché le pattuglie non bastano. Abbiamo paura, qui succede di tutto. Un uomo mi ha minacciata col coltello perché gli avevo detto di non gettare la spazzatura per strada. I tossicodipendenti spaccano tutto e la notte vanno in giro a fare i loro bisogni agli angoli delle strade. Si spaccia ovunque, anche davanti al bar in via Nino Bixio». Per Perla Lanzone, «il circolo di via Fratelli Bandiera va chiuso. È lì che si concentra lo spaccio di droga che coinvolge anche i quattordicenni». I problemi, comunque, sono molti.
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«La piazzetta – racconta Sonia Nigiotti – dovrebbe essere pedonale e invece è piena di scooter che sfrecciano a gran velocità. La notte ci parcheggiano le macchine». A seguire il sindaco è un nutrito gruppo di persone. Una processione che spesso si ferma perché da ogni dove spuntano residenti esasperati che chiedono aiuto. Una di questi è Rosaria Orzalesi. «I lavori – spiega – sono stati fatti male. Il battiscopa in casa mia è stato messo in ritardo quando abitavo già da tempo con tre bimbe piccole. Per non parlare del garage. Hanno montato la porta antipanico alla rovescia, perciò dall’interno del palazzo verso l'esterno serve la chiave per passare. Ci siamo trovati persone senza fissa dimora a dormire sul pianerottolo». «Il mio soffitto – ha aggiunto Giuseppina Voliani – non è a norma. Vivo al blocco della direzione e il tetto è stato sistemato con dei pannelli e delle viti. Ogni volta che tira vento, traballa tutto». «E traballano anche gli alberi di via Poerio», aggiunge Mauro Brongo. A proposito di case, a tener banco è la questione del blocco della Chiccaia. «Il 21 agosto – ha detto il primo cittadino – organizzeremo un incontro nella Chiccaia per parlare con le persone e trovare delle soluzioni. Entro dicembre la struttura dovrà essere vuota. Con l’assessore Raspanti vogliamo risolvere il problema. Bisogna iniziare e coinvolgere altri enti come Casalp. Stamani in via Menotti c’erano rifiuti abbandonati. Ho chiamato l’Aamps e in un’ora era tutto pulito». «Anche per noi commercianti – ha spiegato Giuliano Marchesini – la situazione è tragica. Se chiudono la Chiccaia perderemo altri clienti». «E poi – chiude Lugetti – pensiamo ai bimbi. Ho vari progetti con l’assessore Lenzi».
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