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In 75 pagine la Livorno della giunta Salvetti Opposizioni: poche idee

Juna Goti
In 75 pagine la Livorno della giunta Salvetti Opposizioni: poche idee

In consiglio comunale arrivano le linee di mandato Sindaco e assessori: «Così facciamo ripartire la città»

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Sta nelle pieghe delle 75 pagine delle linee di mandato la Livorno che l’amministrazione di centrosinistra immagina di costruire da qui al 2024 con lo slogan “la forza di guardare oltre”. Il sindaco ieri ha deciso di non presentare il documento come veniva fatto negli anni passati, ma come in una sorta di talk show ha affidato in consiglio comunale a ogni assessore la fotografia del da farsi. Con questa premessa: «Vogliamo far ripartire Livorno che negli ultimi anni ha subito una grave battuta di arresto». Cominciando dall’appena varata «riorganizzazione della macchina comunale» e guardando al tema-ferita del lavoro in modo che «il Comune sia protagonista e non più spettatore delle scelte di altri».

Non a caso parte dalla delega chiave all’urbanistica. L’assessora Silvia Viviani lancia l’«agenda urbana strategica» descrivendo le «istanze ambientali e sociali» come priorità da inseguire con la «rigenerazione urbana». In questo quadro dovrà inserirsi il Piano strutturale lasciato in eredità dai 5 Stelle. «Il Prg sarà arricchito con quello che oggi non c’è, l’area vasta. Il piano operativo ci permetterà invece di essere più vicini ai cittadini snellendo il sistema delle regole». Inserendo in tutto questo «parole come acqua, verde, futuro, per una città meno esposta ai rischi, in raccordo con il piano di protezione civile».

A proposito di protezione civile, delega in mano al sindaco: Luca Salvetti ricorda che «nella nuova macchina abbiamo individuato una figura che si occuperà solo di protezione civile e costruirà un ufficio strutturato». Mentre restando a un’altra sua delega, la sanità, salta fuori una novità guardando a case della salute e distretti Asl: se da una parte «ci dicono che nel giro di un anno la struttura di via del Mare sarà a disposizione», dall’altra in zona nord il Comune lancia alla Asl l’idea di una sorta di casa della salute ai piani superiori dell’ex circoscrizione 1.

Tutto mentre è nelle parole di Andrea Raspanti (sociale) che viene descritto un «welfare a regia pubblica» con il «rilancio delle Rsa: la precedente amministrazione ha fatto un appalto di 22 mesi, abbiamo questo tempo per pensare un nuovo modello di gestione». Quanto invece alle case: «Tolleranza zero per le occupazioni delle case popolari e stiamo rivedendo i protocolli per decadenze più stringenti».

Capitolo a parte per lo sport, altro settore in mano al sindaco. «Vogliamo restituire ai livornesi l’ippodromo, che va riaperto con una vocazione legata alle corse ma consapevoli che non si può fare solo quello, faremo un bando europeo». Quanto alle condizioni delle strutture sportive in generale «il quadro è preoccupante, è prematuro parlare di Cittadella se poi quando entri trovi impianti impresentabili».

Dallo sport alla cultura il passo è breve. Simone Lenzi usa questa metafora: «Effetto Venezia ha un programma ricchissimo, cose di eccellenza, ma è difficile raccontarla perché manca una linea. Ecco, Livorno a oggi è un po’ un grande Effetto Venezia: molte cose accadono ma si stenta a trovare un filo conduttore. Il bando per la capitale della cultura, sulla strada della precedente amministrazione, può essere una valida occasione per trovare il bandolo della matassa». Intanto apre tre finestre: «centro di produzione accanto al Goldoni»; «pacchetto di agevolazioni» per chi fa impresa culturale in città; crescita di un «festival Mascagnano». Rocco Garufo (commercio e turismo) insiste sul lavoro da fare per «promuovere il territorio». Barbara Bonciani, nel descrivere i progetti sul fronte delle relazioni porto-città (a cominciare dalla stazione marittima) fa sapere che «abbiamo iniziato a lavorare perché il faro diventi accessibile già da primavera via mare e via terra».

Giovanna Cepparello (ambiente e mobilità) promette partecipazione e interventi organici: «Il piano urbano della mobilità sostenibile entrerà nella fase operativa a settembre con la presentazione e incontri partecipativi». Sui rifiuti l’obiettivo è «riorganizzare il porta a porta» che resta «spinto»: «Per Aamps abbiamo scelto il migliore su piazza, Raphael Rossi, anche per riscrivere i piani azinedali in vista dello spegnimento dell’inceneritore», ma «in una gestione di ambito». Monica Mannucci (istruzione) punta prima di tutto a «garantire la pianta organica al completo» nelle scuole e accenna a una «rivisitazione delle tariffe delle mense facendo più attenzione alle famiglie svantaggiate».

Fin qui il quadro tracciato dalla giunta, che incassa solo i sì della maggioranza (Pd, Futuro, Casa Livorno). Le opposizioni votano tutte contro. La posizione della destra è riassunta da Costanza Vaccaro (Lega): «Che delusione, al di là di qualche frase che va bene per ogni occasione, non ho sentito idee e strategie vere per la città. Anche sui bacini di carenaggio avete sorvolato...». Per Andrea Romiti (Fdi) «tanti discorsi e poche soluzioni», «tanto decide tutto Enrico Rossi». Per Aurora Trotta (Pap) il Comune è «ancora una volta poco protagonista sul lavoro». Marco Bruciati (Bl) sottolinea l’assenza degli assessori al bilancio e al lavoro, parla di «cose condivisibili» ma anche di «carenze» come «nessun riferimento al bilancio partecipato». Ricorda che Bl è «contraria al Lotto Zero», che «consideriamo l’ippica un capitolo chiuso» e che «il Festival Mascagnano non è così innovativo». Stella Sorgente (M5S) al di là di quello che definisce semplice «copia e incolla del programma elettorale», nota due assenze clou: «quasi niente sulle partecipate» e «manca una posizione su piazza del Luogo Pio». In uno scambio di battute ironico Marco Talini (Futuro) le dà della «secchiona», poi nel merito difende così il programma: «Facendo un paragone calcistico, gioca corto, è tutto interconnesso». —

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di Redazione web