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Bioraffineria: il M5S non ci sta «Colpo di mano della Regione»
La capogruppo Sorgente ha presentato una interpellanza e una mozione «Approfittano delle ferie per poter poi bruciare a Livorno i rifiuti di Firenze»
STAGNO. « La Regione approfitta delle ferie per bruciare a Livorno i rifiuti di Firenze». Così, Stella Sorgente capogruppo M5S del Comune di Livorno attacca sulla questione della Bioraffineria all’Eni. « Firenze sta tentando l’ennesimo colpo di mano con l’obiettivo di approvare la modifica al nuovo piano integrato dei rifiuti senza passare attraverso la Valutazione ambientale strategica - prosegue -;mi auguro che il Comune di Livorno blocchi questo scempio, che vedrebbe la nostra città diventare la pattumiera di mezza Toscana, con il futuro impianto Eni chiamato a bruciare tutti i rifiuti provenienti dalla piana fiorentina». Sorgente fa anche riferimento a un documento inviato dalla Regione lunedi. «E’ il preliminare alla Valutazione ambientale strategica, mandato a tutti i soggetti interessati dal piano regionale integrato dei rifiuti appositamente modificato, dando 30 giorni di tempo per l'istruttoria. Sull’impanto di Case Passeriniche non si farà per fare tutto a Stagno, va detto che si tratta di una struttura tutt’altro che a emissioni zero, come assicurato. Nel documento si parla infatti di emissioni di Co2 e di azoto “ridotte”, senza però alcun dato numerico a supporto. E, come se non bastasse, questo impianto andrà ad impattare su un’area della città già satura dal punto di vista ambientale e che ha bisogno di bonifiche, non certo di un nuovo inceneritore». Per la ex vice sindaca, l’augurio che « il Comune di Livorno voglia far immediatamente sentire la sua voce andando a chiedere con forza che la modifica del piano integrato dei rifiuti sia sottoposta a Vas». Come gruppo consiliare M5S di Livorno ricorda di aver già scritto due atti sul progetto di “bio-raffineria”.
«Il primo è una interpellanza nella quale chiediamo maggiori informazioni sul progetto perché riteniamo doveroso che di un tema di tale rilevanza per il nostro territorio se ne parli anche nelle commissioni consiliari e in Consiglio comunale.
Il secondo è una mozione nella quale chiediamo di agire in base a quanto previsto dall’art. 8 comma 2 della Legge regionale 46/2013 che prevede l’attivazione di un dibattito pubblico regionale per le opere con un investimento superiori ai 50 milioni di euro, anche di inziativa privata. Poichè il progetto della “bio-raffineria”, secondo quanto dichiarato da Enrico Rossi, avrebbe l’importo complessivo di 250 milioni di euro, dei quali 12 a carico della Regione, riteniamo che possa rientrare a pieno titolo nei progetti da sottoporre a questa procedura di partecipazione regionale».
La polemica non manca di certo. «In Consiglio regionale è stata presentata dal Pd una risoluzione sulle “politiche regionali in materia di gestione circolare dei rifiuti” che, in merito alla “bio-raffineria” chiede, fra le altre cose, alla Regione di “finanziare ed avviare il miglior percorso di partecipazione possibile...” quando questo è già previsto da una legge regionale che norma in modo chiaro anche il dibattito pubblico sulle “grandi opere” di rilevanza regionale. I consiglieri regionali del PD non conoscono neanche le leggi della Regione Toscana, oppure fanno finta di aver inventato l’acqua calda?
Inoltre la nostra mozione chiede di effettuare la procedura di Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS), come previsto dal Decreto Legislativo del 16 giugno 2017 n.104, con cui è stata recepita la Direttiva Europea 2014/52/UE, al fine di accertare le condizioni ambientali ed epidemiologiche dell’area interessata alla realizzazione del nuovo impianto per valutarne l’impatto rispetto alle sorgenti inquinanti già esistenti in loco e di fornire le necessarie garanzie di salvaguardia della salute dei cittadini. —
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