Il Tirreno

Livorno

l’annuncio della rsu fiom Fim 

«Arriva il lavoro per la Bmw, la fabbrica Magna è salva»

«Arriva il lavoro per la Bmw, la fabbrica Magna è salva»

I sindacati aziendali Cgil e Cisl esprimono soddisfazione, l’Usb contrattacca: noi continuiamo a dire no alle disparità di salario

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GUASTICCE. «L’azienda ci ha comunicato che è stato approvato in via definitiva il capitale per la costruzione della linea di assemblaggio per le serrature di Bmw». A dare l’annuncio sono le rsu di Fiom Cgil e Fim Cisl in una brevissima lettera aperta a lavoratrici e lavoratori dello stabilimento Magna di Guasticce, dopo averne avuta comunicazione «nel tardo pomeriggio» di ieri.

Al tirar delle somme, sembra allontanarsi lo spettro della chiusura dello stabilimento anche se questo è costato sacrifici ai lavoratori: la fabbrica si consolida e avrà nuove assunzioni ma i futuri operai avranno una busta paga più leggera.

Ma il fatto di aver allontanato i timori della smobilitazione dell’ennesima fabbrica è motivo di «soddisfazione», com’è messo nero su bianco dai sindacati aziendali che fanno riferimento a Cgil e Cisl. Lo dicono sottolineando che la rsu «continuerà a monitorare attentamente la situazione, seguendo da più vicino possibile gli sviluppi del progetto».

Pur precisando di averlo appreso dalla nota della Rsu Fiom e non dall’azienda, si dice soddisfatto anche il sindacato di base Usb che aveva contestato duramente la scelta di Fiom e Fim. Soddisfatti anche se la crisi del mercato è «ancora molto pesante» e il futuro della componentistica «ancora incerto»: ma « questa commessa era fondamentale per il futuro dello stabilimento». L’Usb dice che «da qui al 2021 potrebbero cambiare molte cose» e aspetta «una comunicazione ufficiale da parte della casa madre». Peraltro, si afferma che la commessa «era già stata annunciata in diversi incontri, sia in azienda sia in Confindustria e Regione Toscana» e la dirigenza Magna, all’apertura degli ammortizzatori sociali, «aveva comunicato che nel 2021 la produzione nello stabilimento sarebbe ripartita».

Insomma, l’Usb trova il modo di vedere la conferma della bontà del proprio no all’accordo sulla disparità di salario per i nuovi assunti: «L’azienda, utilizzando il ricatto occupazionale, è riuscita ad ottenere un risultato aggiuntivo e inizialmente insperato e neanche richiesto».

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