Il Tirreno

Livorno

ospedale 

Sale operatorie bloccate dallo sciopero: saltano anche tre interventi urgenti

Giulio Corsi
Sale operatorie bloccate dallo sciopero: saltano anche tre interventi urgenti

Livorno, i pazienti (uno col femore rotto) erano stati trasportati in elicottero dall’Elba ma si sono visti rinviare l’operazione

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Martedì 30 luglio si è svolto lo sciopero indetto dal sindacato Fials, uno dei più rappresentativi nella sanità livornese con oltre 700 iscritti. L’adesione è stata massiccia e all’ospedale e nei distretti la protesta si è fatta sentire con disagi pesanti sull’utenza. La struttura di Fiorentina si è praticamente fermata: un solo infermiere si è presentato al lavoro e i prelievi del sangue sono saltati secondo il resoconto fornito dall’Asl. Mentre il distretto di Salviano ha viaggiato con qualche ritardo.

Ma i guai veri si sono registrati in ospedale, in particolare al blocco operatorio. «Le sale sono rimaste chiuse», affermava ieri mattina il segretario del Fials Massimo Ferrucci.

Era previsto, tanto che due giorni fa il Tirreno aveva annunciato il rischio che molti interventi chirurgici programmati potessero essere rimandati. Ma qualcosa non ha funzionato e così non solo la cosiddetta chirurgia d’elezione - cioè quella programmata - è stata rinviata come previsto dalle normative in caso di sciopero, ma sono saltati anche alcuni interventi urgenti di ortopedia di natura traumatologica. Tre fratture non sono state operate e sono state rinviate ad oggi: una al piede, una alla gamba e soprattutto una al femore. Tutte avrebbero dovuto finire in sala operatoria subito.

Una quarta frattura al gomito, subita da una sedicenne che è stata ricoverata a Pediatria, è stata operata in extremis solo dopo un grande sforzo organizzativo del responsabile del blocco operatorio Massimo Frediani.

«Oltre agli interventi programmati che erano già stati cancellati nei giorni scorsi e a 4 cataratte che sono state annullate ieri, sono state rinviati al giorno successivo (cioè a oggi, ndr) alcuni interventi traumatologici che potevano aspettare, mentre le urgenze sono state eseguite regolarmente», spiegava ieri pomeriggio l’azienda.

Il dubbio però non è banale: l’ospedale è riuscito a garantire tutti i servizi minimi essenziali previsti dalla legge in caso di sciopero nel settore sanità? In particolare: le tre fratture non rientrano nelle prestazioni essenziali che avrebbero dovuto essere fornite immediatamente? Perché non sono state trattate?

Tra l’altro i tre pazienti si erano infortunati tutti all’Isola d’Elba ed erano arrivati da Portoferraio con l’elicottero Pegaso, dunque con un trasporto d’urgenza, ma sbarcati qui hanno trovato l’indisponibilità delle sale e potranno sdraiarsi sul letto operatorio soltanto quest’oggi.

Di fatto, nella carenza di sale operatorie (solo due quelle disponibili ieri), è stata fatta una scelta tra urgenze a danno di quelle ortopediche, per le quali non esistevano fisicamente spazi per operare.

Domanda: si poteva alzare il livello minimo di assistenza garantendo il personale per una sala in più? E se ci fosse stata un’urgenza ancor più grave di una frattura al femore cosa sarebbe accaduto? Questo è il punto, anche in vista di altri futuri scioperi... —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore