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Livorno

il caso 

Mega bolletta acqua alla Rosa residenti sul piede di guerra

Flavio Lombardi
Mega bolletta acqua alla Rosa residenti sul piede di guerra

Nel 2014 in un blocco per metà detenuto dall’edilizia popolare si ruppe un tubo La Lega appoggia i proprietari: «È una vergogna chiedere 1200 euro a famiglia»

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LIVORNO. Come avere una perdita d’acqua sulla tubazione Asa che fornisce il blocco condominiale per metà di Casalp, avvertire tempestivamente, vedere tutto riparato dopo una settimana e trovarsi a distanza di cinque anni addebitato il consumo calcolato nella somma di euro cinquantaquattromila. Destinatari, solo i proprietari, esclusi invece quelli in affitto case popolari.

E’ stato questo l’ordine del giorno da discutere in conferenza stampa dal gruppo consiliare della Lega dopo aver raccolto la denuncia disperata di circa cinquanta famiglie dei civici di Via Machiavelli che vanno dal numero 88 al 104 e rappresentati da Luciano Bonistalli e Mauro Bertolla. Ieri mattina in Comune,si è appoggiato i cittadini in evidente stato di difficoltà, ma soprattutto (dicono i diretti interessati) vittime di una burocrazia che macina la gente perbene. Il consigliere Massimo Ciacchini ha aperto la discussione. «Mi sono trovato ad intercettare questo malumore già nel periodo elettorale e, sentiti i residenti, restammo subito basiti. Non si può sprecare una quantità enorme di acqua potabile, sversata per una perdita e per la quale si avverte Casalp in qualità di amministratore del complesso e vedere l’intervento di ripristino dopo un sacco di tempo. E siccome il fatto risale al 2014 con l’amministrazione condominiale gestita da Casalp stessa, su un numero di appartamenti per la metà diventati di proprietà privata. Dopo un lustro, quando l’ente comunica che non sarà più amministratore, si avvisa che ciascun proprietario (perché il restante 50% sono case popolari in affitto e quindi paga Pantalone) deve pagare circa 1200 euro. Si, è questa la cifra chiesta per regolare ogni singola bolletta anticipata a suo tempo da Casalp ad Asa ma senza che nessuno ne avesse mai saputo nulla».

Bonistalli interviene e precisa che fu solerte ad avvisare della perdita. E che arrivò poi nel 2015 una fattura che addebitava ai condomini-proprietari i ntanto la riparazione della tubazione. Costanza Vaccaro, capogruppo, rincara la dose. «Non solo ci troviamo dinanzi a un evidente caso di ingiustizia sociale, ma anche davanti a una grave colpa di Casalp che non attivò l’assicurazione di condominio. Si gioca con il portafogli della gente, persone che con i risparmi di una vita sono riusciti a riscattare una casa popolare con tanto sacrificio. Una vergogna». Vaccaro diventa un fiume in piena e riprende. «Fu avvertita subito Casalp fruendo del numero del pronto intervento. I lavori furono fatti , colpevolmente e in modo omissivo, una settimana dopo. E per quale motivo non furono attivate le necessarie coperture assicurative? Ne avrebbero beneficiato i condomini che, se chiamati a pagare avrebbero esborsato comunque meno. Prima di tutto, perché il danno sarebbe stato almeno in parte coperto dalla polizza, e in secundis, perché operando subito, si sarebbe evitato uno stillicidio, andando a incidere meno sulle tasche delle persone. Hanno fatto tutto senza che si sapesse, salvo palesarsi 5 anni dopo, chiedendo i soldi. Una bella stangata». I due rappresentanti del blocco del quartiere La Rosa annuiscono, preferendo far parlare chi dà loro un appoggio. Vaccaro prosegue. «E’ il classico esempio di come vengono gestite le partecipate. E bene hanno fatto queste famiglie, facendosi tutelare da un legale che ha fatto partire immediatamente lettere di diffida».I condomini non sono soli, chiude Vaccaro. «La Lega veglia e vuole risposte» . —

Flavio Lombardi

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