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La guardia di finanza scopre 27 lavoratori irregolari in una ditta
LIVORNO. Un’impresa livornese attiva nel movimento delle merci e nei trasporti si è avvalsa di 27 lavoratori sprovvisti di contratto o impiegati oltre gli orari prestabiliti. Questa la scoperta dei finanzieri della Prima compagnia della guardia di finanza di Livorno. Lavoratori che stoccavano e movimentavano le auto nuove da allocare sui piazzali in prossimità del porto. Anche grazie alle loro dichiarazioni sugli ingressi aziendali, messe a confronto con i turni programmati, sono emersi dieci casi di lavoro in nero e 17 infrazioni per i dipendenti che hanno svolto attività oltre gli orari indicati.
L’età media dei dipendenti era di 35 anni. Quelli in nero si impegnavano nella speranza dell’assunzione. Proprio per il fatto che fossero sprovvisti di contratto, ai lavoratori in nero venivano affidate solo mansioni nei piazzali, consistenti nello stoccaggio sulle auto dei codici a barre con indicazioni di provenienza, destinazione e trasporto dei mezzi. Tre erano stranieri: un ucraino, un egiziano e un francese. Ventidue i livornesi, poi un pisano e un torinese.
La turnazione dell’orario di lavoro era determinata in modo casuale, con turni di otto ore che variavano tra il 6/14, il 14/22 e il 22/06. L’assegnazione avveniva nella serata precedente al giorno di attività e i turni venivano comunicati ai lavoratori tramite un’app del cellulare. Alle persone che invece prestavano ore di attività in surplus rispetto a quanto previsto, venivano affidate mansioni relative alla movimentazione delle auto, ossia la loro conduzione dallo sbarco fino ai piazzali o da un piazzale all’altro.
Il controllo, avvenuto negli ultimi due anni, si è chiuso con la notifica al trentaquattrenne titolare della ditta di un verbale con una sanzione amministrativa di 22.300 euro. L’azione ispettiva delle Fiamme gialle labron è stata svolta in sinergia con Inail e Inps. «L’operazione – spiegano dalla guardia di finanza – si inserisce nel quadro delle azioni volte ad arginare la diffusione dell’illegalità, a prevenire e reprimere i fenomeni di caporalato e a tutelare dalla concorrenza sleale le imprese che operano in regola». —
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