Gioco
Il chicchirichì dà fastidio ai vicini: il gallo livornese Renato sfrattato dal museo
Livorno, dopo un esposto, l’esemplare diventato una star è stato portato via dal giardino di villa Henderson in mezzo ai pianti dei bambini
LIVORNO. Renato è stato costretto a traslocare dopo diversi mesi trascorsi nel parco del Museo di storia naturale del Mediterraneo dove aveva voluto accasarsi: giovedì 25 luglio il magnifico esemplare di gallo livornese ha infatti dovuto lasciare villa Henderson dopo che alcuni residenti del vicinato si sono rivolti ai vigili urbani ritenendosi disturbati dal troppo mattiniero chicchirichì. In tre hanno presentato un esposto e alla fine il vivace pennuto è stato portato via proprio mentre nel parco c’erano tanti di quei bambini che nel tempo hanno finito quasi per adottarlo. Bambini che a Renato erano affezionatissimi e che sono scoppiati a piangere, tra le proteste delle famiglie.
Il vivace pennuto, come tutti i galli del mondo, cantava al sorgere del sole salutando a modo suo il nuovo giorno, per di più ignaro dell'ora legale. In realtà, come è stato pubblicato nel 2013 su Current biology, il canto del gallo non è dovuto alla luce solare, ma all'orologio biologico del pennuto e all'affermazione del suo rango nel pollaio. D'altronde un tempo, quando non c'erano le sveglie sul comodino e tanto meno i cellulari, il canto del gallo costituiva il tradizionale richiamo per saltare giù dal letto. Anzi il pollame, generalmente allevato nell'aia, scandiva in un certo senso la vita quotidiana del mondo rurale. Perciò mentre il gallo serviva a svegliarci alla mattina, la sera invece “si andava a letto con le galline” per dire che ci si coricava abbastanza presto.
Ma i tempi sono cambiati e comunque la città ha tutte altre esigenze rispetto alla campagna. Sta di fatto che la direzione del Museo e il Club della gallina Livorno, sia pure a malincuore, hanno subito ottemperato alle richieste provvedendo a riportare Renato dal suo proprietario che ha un allevamento avicolo amatoriale nei dintorni della città.
Ma facciamo ora qualche passo indietro per capire come mai Renato si trovava a villa Henderson: nel novembre scorso il Club ha organizzato al Museo di storia naturale il terzo Convegno sulla gallina livornese e una mostra-concorso a cui partecipava anche Renato che, al momento di essere collocato nella sua gabbietta da esposizione, pensò bene di squagliarsela. Non essendoci poi stato verso di riacchiapparlo mentre girovagava per il parco, l'allevatore decise infine di lasciarvelo e Renato, così fu chiamato dagli alunni della scuola Bartolena, divenne da allora una grande attrattiva, soprattutto per i piccoli frequentatori del Museo, sempre ammirato per la sua splendida livrea nera e benvoluto per l'innata simpatia.
Tanto che la sua partenza ha suscitato molta commozione fra i bambini presenti, oltre una decina, che partecipavano al campo estivo presso il Museo. «I bimbi erano disperati – racconta Giuseppe Chionetti, segretario del Club Gallina Livorno – piangevano a dirotto come fontanelle. Hanno anche disegnato dei cartelloni con scritto ciao Renato. È stata una cosa da non credere, ma c'erano veramente affezionati». L'indomito pennuto non è che si sia arreso subito, ma pazientemente attratto dal becchime, alla fine si è lasciato prendere per tornare così da dove era venuto.
Riscoperta nella sua città di origine dopo un lungo oblìo, la gallina livornese è stata d'altronde al centro di varie iniziative didattiche promosse dal Club ad essa intitolato coinvolgendo diversi alunni come quelli delle scuole Bartolena (San Simone). «Abbiamo partecipato all'inaugurazione della casa delle galline livornesi – spiega la professoressa Cristina Bitossi – ed è stata presentata al pubblico una tarantella ispirata a quella razza avicola in occasione del convegno organizzato al Museo nel novembre scorso».
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