Gioco
Con Argia, Eugenia e Corinna restano gli otto pulcini
livorno. Sono otto i pulcini figli di Renato che si aggirano pigolando nel parco del Museo di storia naturale del Mediterraneo dove nel marzo scorso è stata inaugurata la “Casa delle galline livornesi”, una struttura fatta costruire appositamente da una ditta specializzata a cura del Club Italiano Razza Livorno: in quell'occasione presero dimora nella loro casa tre giovani galline livornesi ovvero Argìa, Eugenia e Corinna, rispettivamente dal piumaggio bianco, blu e nero, provenienti dall'allevamento sperimentale esistente nel podere “Le Querciole” del dipartimento di Scienze veterinarie dell'Università di Pisa, tutto sottostando alle normative vigenti in materia, compresa l'attribuzione del “codice di stalla”.
Lasciate libere di razzolare nel parco del Museo, come una volta si faceva sull'aia, le tre galline possono poi all'imbrunire tornare nella loro dimora. «È un'idea che viene da lontano – racconta Giuseppe Chionetti – con l'intento di mettere in esposizione le galline livornesi dato che qui a Livorno praticamente non esistono». In questi mesi Argìa, Eugenia e Corinna hanno poi fatto conoscenza con Renato che, come nell'opera lirica “L'elisir d'amore” di Donizetti, è stato un po' “il gallo della Checca, tutte segue, tutte becca”. Da cinque uova di Corinna sono così nati un mesetto fa altrettanti pulcini. «Sono ormai autonomi – spiega Chionetti – e non sono più seguiti da mamma chioccia. Due di loro dovrebbero essere galletti, si vede perché hanno la cresta leggermente più lunga». Altri tre pulcini, ancora molto piccoli, provengono invece da Eugenia che non li perde di vista un attimo. In prospettiva si pone quindi il problema del mantenimento degli esemplari via via che crescono. «Il Museo – conclude Chionetti – non può supportarne tanti. L'idea è di portarne tre della prima covata al Bioparco di Riparbella dove ci sono maiali, cavallini e anche galline impiegati nella pet therapy, a scopo sociale». —
R.R.
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