La protesta
Plastica vietata al mare e nei parchi: «Giusto, ma farlo ora creerà tanti problemi»
Livorno, Simi (Nettuno): «Dovevamo essere informati prima» I bagnanti non negano che ci vorrà del tempo per abituarsi
LIVORNO. «Vietare la plastica monouso al mare e nei parchi sicuramente è una cosa bella e molto importante che, purtroppo è stata fatta nei tempi sbagliati». Ecco come la pensa Mirko Lorenzini, gestore del bar-ristorante dei bagni Nettuno. È la reazione a caldo rispetto all’ordinanza salva-ambiente firmata venerdì scorso dal sindaco che vieta, dal 15 agosto (sulla scia della nuova legge regionale), l’utilizzo di plastica monouso sulle spiagge, sui bagni, lungo le scogliere, nei parchi, nelle aree protette e nelle manifestazioni patrocinate dal Comune. «È un’ordinanza che è stata fatta tardi perché non si torna più indietro rispetto ai danni ambientali già provocati, e troppo presto, dal punto di vista stagionale, in piena estate, per chi gestisce attività come me: sarà difficile prendere contatti con i fornitori dei materiali biodegradabili. Staremo a vedere che cosa succederà».
La rivoluzione verde mette al bando piatti, posate, cannucce di plastica usa e getta per cenare al mare o fare picnic nei parchi. Sarà fondamentale attrezzarsi con materiale biodegradabili o diversi dalla plastica. È una ordinanza che, in modo dirompente, riguarderà tantissimi livornesi.
«Si tratta di una ordinanza molto positiva – spiega la figlia Silvia Lorenzini, 18 anni - che tutela l’ambiente, a salvaguardia del pianeta. Sì, sicuramente ci saranno molte persone, soprattutto tra i frequentatori dei bagni, che non guarderanno con buon occhio questo cambiamento: in molti, ad esempio, sono abituati a prendere cose confezionate in plastica e a portarsele in cabina, ci vorrà un po’ di tempo affinché la gente si adegui alla nuova normativa, ma è bene così».
Quanto ai commercianti, gestori dei bar dei Bagni compresi, potranno continuare a vendere prodotti contenuti nella plastica (non è insomma vietato comprarsi una coppetta gelato, una bottiglietta d’acqua o il classicissimo Estathè in brick), ma dovranno evitare di somministrare cibi e bevande con i soliti prodotti in plastica monouso. Marco Simi, gestore del bagno dedicato al dio del mare vuole dire la sua: «L’uso smisurato della plastica sta portando al collasso il pianeta. Il periodo di adattamento per le persone a questa rivoluzione sarà corto, ma per i gestori di bar e ristoranti, invece, ci vorrà più tempo: dovevamo essere informati prima e in maniera graduale. Siamo in piena estate, le ditte che riforniscono il materiale sono tutte chiuse».
Simi condivide l’ordinanza, ma contesta i tempi. «Ci dovremo adeguare – spiega la bagnante Eleonora Vanni, 54 anni – Si tratta di una trasformazione non troppo semplice, soprattutto in una fase iniziale, ma poi succederà, come per la raccolta differenziata che ci abitueremo». Letizia Cempini, 42 anni, fa una riflessione sui costi dei materiali biodegradabili: «La spesa per il materiale biodegradabile spesso è elevata: al supermercato, ad esempio, una confezione di bicchierini da caffè biodegradabili costa due euro. Piano piano ci adegueremo: è una cosa giusta».
D’accordo anche Armando Raffaelli: «Le nuove generazioni, i bambini, non possono più subire gli sbagli fatti dalla mia generazione e da quella dopo ancora». Dal mare al parco più frequentato in città, dice la sua il gestore del Chioschino di Villa Fabbricotti, Filippo Brandolini: «È una ordinanza necessaria, noi in parte avevamo già limitato l’utilizzo di materiali in plastica, come le cannucce, cercando di sensibilizzare i nostri avventori all’utilizzo di materiali alternativi alla plastica. Per i compleanni, ad esempio, utilizziamo piatti e bicchieri di plastica riutilizzabili. Non si può continuare a produrre spazzatura: il rischio è che, prima o poi, non ci sarà più spazio per tutti sul pianeta».
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