Martedì sciopero in ospedale sale operatorie a rischio blocco
LIVORNO. Martedì 30 luglio potrebbero verificarsi disagi importanti in ospedale e nei distretti sanitari. Il Fials infatti, uno dei sindacati più rappresentativi in città (oltre 700 iscritti a Livorno) ha proclamato uno sciopero di 24 ore, che potrebbe fermare (o rallentare) molte attività, tra cui gli interventi programmati nel blocco operatorio.
«Le ragioni poste a base dello sciopero sono dirette alla difesa del servizio sanitario regionale, dei diritti dei cittadini e dei lavoratori che costituiscono la risorsa più importante della sanità - spiega il segretario Massimo Ferrucci -. Dopo un lungo percorso di trattativa siamo giunti alla decisione di scioperare a causa della pervicace volontà della Direzione dell’Asl di non modificare le proprie impostazioni».
Qual è il nodo del contendere? Il Fials chiede 3 cose. «La prima è una rivisitazione con sostanziali cambiamenti della programmazione degli anni 2018/2019 che non risolve le criticità attuali dell’ospedale di Livorno e degli ospedali di Cecina, Piombino, Portoferraio rispetto alla carenza di posti letto e alla loro maggiore qualificazione, implementazione delle attività - dice Ferrucci -. La chiusura del Punto Nascita a Piombino sposta le attività a Cecina e la carenza di medici ortopedici nel a Piombino determina l’invio di utenza a Livorno aumentando i carichi di lavoro e le carenze esistenti».
La seconda richiesta: «Un piano dei fabbisogni del personale coerente con le prestazioni erogate e con le necessità di garantire il diritto alla salute ai cittadini: è inaccettabile - continua Ferrucci -, perché inadeguato rispetto alle necessità, l’Accordo sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil per assumere 70 operatori (50 infermieri e 20 Oss)con lavoro interinale, che divisi su 13 ospedali assegnano il numero risibile di 5 operatori a struttura».
Per il Fials «è inoltre inaccettabile continuare a con le liste di attesa interminabili con punte di 3000 utenti a Livorno per l’ impossibilità di effettuare gli interventi chirurgici: basterebbe assumere gli operatori e sapere organizzare il servizio per far funzionare le nove sale operatorie dell’Ospedale di Livorno con sedute mattutine e pomeridiane».
La terza richiesta è «un piano dei fabbisogni adeguato e con soluzioni stabili di rapporti di lavoro a tempo indeterminato corrispondente alla inderogabile esigenza di garantire ai lavoratori il diritto a lavorare in sicurezza e a fruire dei diritti fondamentali senza continuare a comprimere o annullare il diritto al riposo giornaliero e settimanale».
G.C.
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