Il Tirreno

Livorno

Livorno saluta la sua “nonna”. Addio Amelia, morta a 103 anni

Stefano Taglione
Livorno saluta la sua “nonna”. Addio Amelia, morta a 103 anni

Livorno: la sarta di via Mondolfi ha vissuto sempre lì insieme alla sua amata famiglia. Suo marito lavorava a Camp Darby. La figlia: «Era una mamma stupenda»

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LIVORNO. Era la nonna di Livorno. «Il segreto della mia longevità? L’aria buona di Antignano e la famiglia vicina», ripeteva a tutti, soprattutto nell’ultimo periodo. È morta a 103 anni e mezzo Amelia Nannipieri, una delle donne più anziane della città. Il 18 dicembre ne avrebbe compiuti 104. Premiata in passato anche dall’ex sindaco Filippo Nogarin, da giovane ha lavorato come sarta insieme alla sorella Ines, scomparsa a 80 anni. Moglie del compianto Carlo Bartoli, cacciatore per passione con un passato da civile nella base americana di Camp Darby, lascia le due figlie Fabrizia e Gabriella e quattro nipoti, un maschio e tre femmine. Mentre il coniuge, longevo ma non come lei, è scomparso a 90 anni.

Entrambi vivevano insieme in via Mondolfi, dove abitano ancora i parenti più stretti. Amelia era una persona amata e benvoluta da tutti. «Ci voleva sempre accanto a lei – la ricorda, emozionata, la figlia Fabrizia Bartoli – e quando 30 anni fa sono rimasta vedova, mi ha chiesto di venire ad abitare nell’appartamento di sopra. Così ho fatto. Era una madre meravigliosa che viveva per la famiglia, per far stare bene tutti noi. Sempre nella stessa casa, costruita da mia nonna Rosa Casini che ereditò questo terreno e costruì un tetto per tutti. Mamma Amelia ci mancherà tantissimo, era una persona stupenda».

Ad Antignano chi l’ha conosciuta la ricorda come una bravissima sarta. Ha abitato sempre lì, in via Mondolfi, dove lavorava. Anche se durante la Seconda guerra mondiale ha dovuto abbandonare la sua casa per qualche anno, trasferendosi nella compagna per cercare di sopravvivere. E c’è riuscita. Pian piano, con Carlo rimasto disoccupato, è riuscita a ripartire. E mentre lei ha ripreso a fare la sarta (e la casalinga) lui ha trovato lavoro a Camp Darby.

Amelia è rimasta lucida fino agli ultimi giorni, ma da sette anni non riusciva più a essere completamente autonoma. È morta di vecchiaia. «Ogni tanto chiamava il dottore – ricorda una nipote – perché si preoccupava. Quando il medico arrivava diceva che il suo cuore e i polmoni erano meglio dei nostri». Assistita fino all’ultimo dalla famiglia, è spirata alle 5 di mattina di sabato 27 luglio. Inutili i soccorsi dell’ambulanza della Misericordia di via Verdi, arrivata in zona dopo la chiamata al 118 con il medico. Per la nonna di Livorno non c’era più niente da fare. Se ne è andata come voleva lei, circondata dall’affetto dei suoi cari. Le sono stati accanto fino all’ultimo.

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di Redazione web