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Livorno

la sterzata in centro 

I lavori in via Grande per ora non partono «Niente grès, cambiamo il progetto M5S»

Juna Goti
I lavori in via Grande per ora non partono «Niente grès, cambiamo il progetto M5S»

La nuova giunta frena sulla gara: «Sì alla riqualificazione ma con il pavimento in palladiana, ci sono più di 600 firme»

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L’amministrazione Pd di Alessandro Cosimi ci provò con un progetto che si chiamava “Pensiamo in Grande” e che alla fine si rivelò forse troppo grande per andare davvero in porto. L’amministrazione M5S di Filippo Nogarin dopo aver vinto le elezioni 2014 è tornata all’attacco e un po’ in zona cesarini, a cavallo tra il 2018 e il 2019 quindi sullo scadere del mandato, una gara per iniziare a riqualificare i portici di via Grande l’ha pubblicata. Obiettivo dichiarato: aprire il cantiere a metà giugno, poco dopo avere inaugurato la nuova piazza Guerrazzi, con tanto di fontana a scomparsa che resta però spesso spenta. Intervistato dal Tirreno il primo aprile, l’ex assessore Alessandro Aurigi aveva risposto così: «Questa è davvero la volta buona, la gara per la riqualificazione di via Grande è stata bandita ed è attualmente in corso: scadrà a breve, il 16 aprile, dopodiché procederemo con l’affidamento dei lavori alla ditta che si sarà aggiudicata l’appalto del primo lotto». Per 1.150.000 euro. «Considerati i tempi delle procedure – aveva aggiunto – è ipotizzabile l’apertura del cantiere verso metà giugno prossimo». Ma ad agosto già alle porte, di lavori sotto i portici non se ne sono ancora visti. Perché? Perché la nuova amministrazione di centrosinistra guidata da Luca Salvetti vuole cambiare il progetto dei 5 Stelle. A cominciare da quel grès porcellanato che dovrebbe sostituire la palladiana e che non è mai andato giù a una parte di città.

Per capire l’aria che tira oggi intorno a quel progetto già andato a gara basterebbe ricordare che è stata proprio l’allora consigliera di opposizione e da un mese assessora all’ambiente e al traffico, Giovanna Cepparello, a guidare a ridosso delle comunali la battaglia anti “mattonelle da cucina” che ha raccolto centinaia di firme. Oggi da assessora la dice così: «Vogliamo cambiare il progetto di via Grande e per ora la gara non è stata aggiudicata».

La nuova giunta ci sta lavorando con in prima linea l’assessora ai lavori pubblici Silvia Viviani. «Vogliamo assolutamente riqualificare via Grande, questo non è in dubbio», mettono subito in chiaro le due assessore. Ma «vogliamo rivedere il progetto anche alla luce del fatto che sono state raccolte più di 600 firme: la città si è espressa a vari livelli in questi mesi, tanti hanno evidenziato criticità». Nel mirino resta il chiacchierato grès: «C’è la volontà politica di fermare il progetto grès/finto travertino, ovviamente nei limiti di quello che ci consente la legge, essendoci una gara in corso, ancorché non aggiudicata. L’obiettivo è di salvaguardare quantomeno le parti di palladiana integre e i lampadari fatti a lanterna. Dobbiamo studiare soluzioni alternative a quelle individuate dalla vecchia giunta».

Resta il fatto che via Grande – il salotto buono – non può aspettare ancora molto, tra buche, transenne, 16 tipi diversi di pavimenti in 700 metri di strada e rattoppi da far rabbrividire. Così come resta il fatto che una gara è stata bandita: sul sito del Comune, dove è pubblicato l’elenco delle imprese partecipanti, risulta non ancora aggiudicata. Non è quindi escluso che si cerchi una strada per annullarla e ripartire con un progetto diverso o che si cerchi un modo per cambiare le condizioni in corsa (ipotesi non semplice).

Intanto pochi giorni fa, all’incontro pubblico organizzato dal Tirreno allo Chalet della Rotonda, il sindaco non ci ha girato tanto intorno: «Stiamo facendo tutti gli atti possibili affinché quella gara possa essere o revocata o rivista. Per me deve essere restaurata la pavimentazione che c’è, perché è anche una testimonianza del percorso architettonico della città, è una parte della storia di Livorno. Stiamo cercando di tornare indietro, detto questo è chiaro che via Grande non può restare in quelle condizioni. Magari quei soldi che servirebbero per comprare “mattonelle da cucina” si useranno per restaurare la pavimentazione nei punti dove è più rovinata». —

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