Il Tirreno

Livorno

Livorno, plastica vietata al mare e nei parchi: ecco tutte le regole

Juna Goti
Livorno, plastica vietata al mare e nei parchi: ecco tutte le regole

A Ferragosto scatta la prima ordinanza salva-ambiente. Piatti, cannucce, posate: stop anche negli stabilimenti balneari e alle manifestazioni

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LIVORNO. Lungo la discesa di Calafuria c’è una raffica di scritte che invitano i bagnanti, anche i più menefreghisti – e purtroppo ce ne sono ancora – a tenere gli scogli puliti. “Porta via il sudicio” e “anche le cicche”: scritte fai da te, come fai da te sono tante iniziative nate in modo spontaneo lungo la costa per difendere mare e ambiente. Ma dal 15 agosto a lanciare una prima rivoluzione green sarà direttamente un’ordinanza firmata ieri dal sindaco sulla scia della nuova legge regionale. Cosa vieta? Sia la vendita che l’utilizzo di plastica monouso in alcuni punti chiave della città: sulle spiagge, negli stabilimenti balneari, lungo le scogliere, ma anche nei parchi, nelle aree protette e in tutte quelle manifestazioni – commerciali, turistiche o culturali – patrocinate dal Comune. Tradotto: niente più piatti, posate o cannucce di plastica usa e getta per cenare al mare o fare picnic nei parchi. Nel dettaglio, sui cartelloni che saranno posizionati sul lungomare, si parla di prodotti in plastica monouso come: stoviglie, contenitori, mescolatori per bevande, cannucce, posate, forchette, coltelli, cucchiai, bacchette e piatti.

Vuol dire che chi deciderà di andare a mangiare davanti alla cabina con la classica ghiacciaina sottobraccio dovrà attrezzarsi, se già non lo fa, con piatti e posate biodegradabili o di materiali diversi dalla plastica. Quanto ai commercianti, gestori dei bar dei Bagni compresi, potranno continuare a vendere prodotti contenuti nella plastica (non è insomma vietato comprarsi una coppetta gelato, una bottiglietta d’acqua o il classicissimo Estathè in brick che per i livornesi è quasi un rito e che è finito anche al centro di una lettera spedita dal Comune di Capannori alla Ferrero), ma dovranno evitare di somministrare cibi e bevande con i soliti prodotti in plastica monouso. Attenzione: se è vero che l’ordinanza scatta per tutti dal 15 agosto, è vero anche che i commercianti potranno usare le scorte di magazzino fino al 31 dicembre: insomma, avranno qualche mese di tempo, poi da gennaio dovranno adeguarsi al cento per cento.

Sia per chi usa che per chi vende, la legge prevede sanzioni anche salate e saranno gli agenti della polizia municipale a fare i controlli. Ma l’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello fa sapere che prima è previsto un periodo di sensibilizzazione con l’aiuto delle associazioni ambientaliste: una sorta di partita amichevole dove prima di rossi diretti e multe saranno tirati fuori i cartellini gialli. «Perché speriamo che questa misura che recepisce con grande convinzione la legge regionale 37 – ripete l’assessora – non sia vissuta come una punizione o un dispetto. Come ci ricorda la stessa legge, l'80 per cento dei rifiuti marini trovati sulle spiagge è di plastica e tra i dieci oggetti più presenti ci sono posate e cannucce, bicchieri, mozziconi di sigaretta e contenitori per il cibo. Questa ordinanza può contribuire a sensibilizzare la comunità, Livorno ha un patrimonio naturalistico preziosissimo che dobbiamo imparare tutti insieme a proteggere». Il sindaco Luca Salvetti vuole parlare più di «apertura di credito» e «contributo dei livornesi a una mentalità nuova» che di controlli e multe: «Questa ordinanza deve essere vista come un'opportunità per contribuire a migliorare l'ambiente in cui viviamo».

L’assessore al turismo e al commercio, Rocco Garufo, fa sapere che intanto Effetto Venezia, in programma dal 31 luglio al 4 agosto, sarà plastic free: «Il Centro commerciale naturale del quartiere ha volontariamente scelto di usare oggetti biodegradabili durante i cinque giorni della kermesse». «Spero – aggiunge – che il mondo del commercio prenda questa ordinanza come una opportunità. Si tratta di partire, poi si può pensare di costruire tutta una serie di incentivi come sconti sulla Tari».

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LE SANZIONI

Per chi vende. In base alla legge regionale, chi non rispetta il divieto di somministrazione di cibi e bevande con prodotti in plastica monouso rischia una sanzione tra i 100 e i 1000 euro. La sanzione diventa più salata per le attività che si trovano sui lidi o sulle spiagge: in questo caso scatta il Codice della navigazione con sanzioni tra i 1.032 e i 3.098 euro. I gestori avranno però qualche mese per adeguarsi: potranno usare le scorte di magazzino fino al 31 dicembre.

Chi va al mare o al parco. Chi invece va a mangiare sulla spiaggia o sul prato di un parco pubblico “armato” di piatti e bicchieri di plastica rischia una multa determinata dal Comune che va dai 25 ai 500 euro.

Prima i “cartellini gialli”. L’ordinanza del municipio, che recepisce la legge regionale 37 del 28 giugno, entrerà in vigore con i suoi divieti il 15 agosto. Dal Comune sottolineano però che il lancio dell’iniziativa sarà accompagnato da una campagna di sensibilizzazione con l’aiuto delle associazioni, con informazioni e semmai “cartellini gialli” prima delle sanzioni.

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