Il Tirreno

Livorno

la storia 

Rifugiato politico curdo liberato dopo l’arresto in un campeggio a Vada

Anni fa era fuggito in Svizzera dalla Turchia: interviene l’assessore Raspanti e si pronuncia la Corte d’appello

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un uomo di origine curda, Aydin Aybar, è stato arrestato pochi giorni fa mentre si trovava insieme al figlio minorenne in un campeggio a Vada sulla base di un mandato internazionale spiccato nel 1998 dalla Turchia, «Paese dal quale l'uomo era scappato per sfuggire alle persecuzioni di cui è vittima il suo popolo», come si legge in una nota diffusa ieri pomeriggio dal Comune di Livorno. Del caso si è infatti occupato in prima persona proprio l’assessore alla coesione sociale e ai diritti, Andrea Raspanti.

L'uomo, che da venti anni è titolare di asilo politico in Svizzera, ha passato due giorni alle Sughere ed è stato scarcerato ieri mattina dopo un tempestivo pronunciamento della Corte di appello di Firenze, che non ha convalidato l’arresto.

Raspanti, informato da alcuni attivisti, ieri aveva contattato il garante comunale dei detenuti, Giovanni De Peppo, che ha poi visitato il Aybar e insieme alla direzione del carcere ha interessato l'ambasciata elvetica a Roma. L'amministrazione ha inoltre preso contatto con il legale dell’uomo, l' avvocato Giovanni Conticelli.

Secondo quanto appreso, il quarantacinquenne, ex militante del Partito comunista turco, nel 1997 era scappato dalla Turchia e aveva raggiunto la Svizzera, dove vive ancora e dove ha ottenuto prima lo status di rifugiato politico poi la cittadinanza. Sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, a causa della sua militanza nel Partito comunista era stato condannato nel 1998 dal tribunale turco per partecipazione ad associazione terroristica. Quando la sua presenza è stata registrata nel camping di Vada e i suoi dati sono stati trasmetti alla questura di Livorno, nella banca dati della polizia è scattato l'alert poiché risultava un ricercato internazionale per reati di terrorismo. È stato così arrestato ai fini dell'estradizione in Turchia fino a quando la Corte d'appello non ha convalidato l'arresto ritenendo, si legge nel provvedimento, «che qualora estradato sarebbe stato sottoposto a un procedimento che non assicura il rispetto dei diritti fondamentali della persona».

Il 19 luglio scorso un episodio simile si era verificato nel lucchese, a Lido di Camaiore, dove un turco di 62 anni in vacanza con la moglie era stato arrestato e poi scarcerato dalla Corte di appello poiché rifugiato politico in Svizzera.

«Il Comune di Livorno – commenta Raspanti – ha già in passato manifestato grande sensibilità alla causa del popolo curdo, rispetto alle cui rivendicazioni di giustizia e libertà siamo solidali. Ho informato della situazione anche il garante regionale Franco Corleone ed Emilia Rossi dell'ufficio del garante nazionale. Siamo contenti che la situazione si sia risolta in questo modo». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web