Il Tirreno

Livorno

le reazioni 

Raphael Rossi ad Aamps piace anche al M5S «Gli lascino mani libere»

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livorno. «Quello di Raphael Rossi è un nome molto interessante: un professionista valido che da anni si occupa di rifiuti. L’augurio è che possa portare avanti il percorso di risanamento dell’azienda avviato per l'80% dal management precedente. La speranza è che gli vengano lasciate le mani sufficientemente libere, senza ingerenze improprie da parte della politica, ingerenze che fino a 5 anni fa erano una costante e che hanno, in gran parte, determinato la crisi di Aamps». Così il Movimento 5 Stelle, attraverso la capogruppo Stella Sorgente, reagisce alla nomina voluta dalla giunta di centrosinistra del manager rifiuti-zero Raphael Rossi, nuovo amministratore unico di Aamps.

I 5 Stelle si dicono «fiduciosi anche perché, a dispetto di tutte le polemiche e i messaggi confusi passati in campagna elettorale, Rossi ha giustamente dichiarato che il porta a porta andrà avanti, con dei miglioramenti». Da parte del M5S «troverà la massima disponibilità a collaborare in questa direzione». Mentre «ringraziamo di cuore Federico Castelnuovo e Paola Petrone», gli ex vertici aziendali, «che hanno avuto un ruolo centrale nel salvataggio di Aamps e hanno svolto il compito più scomodo e difficile: se adesso possiamo parlare di un’azienda in piedi lo dobbiamo a loro».

Anche Buongiorno plaude alla nomina: «Finalmente». «Apprezziamo – dice Stefano Romboli – la scelta di Rossi: è persona qualificata, competente e che da sempre sostiene la strategia Rifiuti Zero. Il suo curriculum e le sue esperienze rappresentano ottime garanzie». «Ci auguriamo – punge – che la scelta e il lavoro di Rossi siano sostenute da tutta la maggioranza, anche dal Pd che continua a dimostrare difficoltà ad accettare le strategie virtuose legate a una gestione dei rifiuti più moderna».

Anche da Potere al Popolo si dicono «contenti che l’azienda abbia una persona preparata che crede nei rifiuti zero»: «A questo punto stona ancora di più la decisione della Regione di costruire un impianto chiamato impropriamente bioraffineria nel cuore di Eni. Auspichiamo che questa amministrazione faccia sentire la sua voce». —

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