Il Tirreno

Livorno

Svaligia di notte il bar Leon: «Ottavo colpo in sette anni»

Stefano Taglione
Lisa Ferri mostra la vetrata spaccata
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Lisa Ferri mostra la vetrata spaccata

Livorno: un testimone dice che il ladro è arrivato accompagnato da un complice in scooter. Poi si è ferito rompendo la vetrata. La titolare: «Rubati i soldi, sono esasperata»

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LIVORNO. «Quando la guardia giurata mi ha svegliata, stentavo a crederci. Pensavo di sognare. È l’ottavo colpo che subiamo in otto anni. Andare avanti così non è più possibile, qualcuno deve aiutarci. Dobbiamo poter lavorare in sicurezza».

È arrabbiata Lisa Ferri, la titolare del bar Leon. Alle 4.20 della notte fra domenica 21 e lunedì 22 luglio l’imprenditrice livornese è stata svegliata per l’ennesima volta dai vigilantes della Securpol. Che al telefono con lei hanno pronunciato queste testuali parole: «Guardi, hanno appena sfondato la vetrata. Venga subito». E la donna, in meno di un quarto d’ora, era già fuori dal suo locale di piazza Bartelloni. Per riaprirlo qualche ora dopo per preparare le colazioni e servire la sua affezionata clientela di tutti i giorni. «Ci ammazziamo di lavoro per niente, visto che i ladri ci fanno visita almeno una volta l’anno – si sfoga – L’ultimo colpo lo abbiamo subìto il 5 agosto del 2018. Lo ricordo benissimo. Stanotte ho pensato che qualcuno fosse entrare nel bar con l’auto, ma alla fine aveva sfondato il vetro con un sasso».

Il sasso, poi appoggiato fuori dall’ingresso principale, ieri mattina era ancora sporco di sangue. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli – intervenuti sul posto dopo la chiamata al 113 – il ladro avrebbe incrinato il vetro fino a passarci al di sotto. A notarlo, insieme a un complice che lo attendeva fuori con lo scooter acceso, un testimone che a quell’ora stava camminando dall’altra parte della piazza. «Ha chiamato i poliziotti – continua Ferri – ma giustamente, per la paura, non si è avvicinato. Purtroppo non è riuscito ad annotarsi nemmeno il numero di targa del motorino. I malviventi sono riusciti a scappare immediatamente, in due su quello stesso mezzo».

La storia del Leon è, per certi versi, simile a quella del bar Dolly di piazza Grande. Il locale dell’imprenditore Luigi Basile, infatti, in cinque anni è stato preso d’assalto ben 20 volte. L’ultima la scorsa settimana, con il furto di quattro cartoni di vino e una decina di bottiglie di liquore. In piazza Bartelloni i colpi sono stati meno numerosi (otto) e in più tempo (sette anni), ma l’ammontare dei danni rimane notevole. Solo ieri è stato pari a qualche migliaio di euro, considerando il vetro da riparare e il cassetto del registratore di cassa portato via di netto, con all’interno un centinaio di euro. «Dentro hanno lasciato tutto a soqquadro – continua Ferri – e ho impiegato parecchio tempo per rimettere tutto in ordine. Spero che le forze dell’ordine riescano a rintracciare almeno uno dei malviventi, visto che per passare sotto la vetrata si è ferito. C’era il sangue dappertutto. Per questo, stamattina (ieri per chi legge ndr), è intervenuta anche la polizia scientifica».

Secondo l’imprenditrice la zona di piazza Bartelloni, di notte, diventa «terra di nessuno». «Ci sentiamo abbandonati – conclude Ferri – e ci vorrebbero un po’ più controlli da parte delle forze dell’ordine. Capisco che la città è grande e che polizia e carabinieri facciano già il massimo. Ma non è possibile subire otto furti in sette anni».

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