Il Tirreno

Livorno

l'analisi

Livorno sta scoprendo la sua anima turistica ma occhio che non diventi un mangimificio

RICCARDO PASQUINELLI
Livorno sta scoprendo la sua anima turistica ma occhio che non diventi un mangimificio

Ristoranti ovunque, ma il fenomeno va gestito puntando su Modigliani, Montenero e Gorgona. Per non fare la fine di Lucca... 

3 MINUTI DI LETTURA






Livorno si sta trasformando davvero in una città turistica? I segnali si moltiplicano e finalmente la città sembra aver capito che il turismo è una carta da giocare per alleggerire i gravi problemi occupazionali ed economici che la attanagliano da decenni, da quando le grandi aziende a partecipazione statale e quelle della componentistica auto hanno via via chiuso i battenti.

D’altra parte da una ventina d’anni le navi da crociera scaricano migliaia di passeggeri in porto, da aprile alla fine di ottobre, e ormai ci sono compagnie importanti, come per esempio Msc, che hanno scelto Livorno anche come porto d’imbarco, non solo come tappa di viaggi che partono e arrivano in altre città.

Sappiamo bene che moltissimi turisti delle love boat se ne vanno a Pisa e Firenze, ma è anche vero che invece ogni giorno diverse centinaia di loro rimangono a visitare il nostro centro e fanno parte della nostra vita quotidiana. Sono una risorsa, e lentamente la percezione della loro importanza per l’economia di una città così impoverita si sta facendo strada, senza dimenticare che il mare di Livorno (spesso non ce ne rendiamo abbastanza conto…) ha un notevole potere di attrazione tra gli abitanti di buona parte della Toscana interna. E poi ci sono i fedeli della Madonna di Montenero e decine di migliaia di passeggeri che si imbarcano sui traghetti.

E così ora vediamo intorno a noi un bel po’ di novità. Spuntano nuovi locali, si rinnovano quelli vecchi, fioriscono nelle strade tavoli all’aperto di bar, ristoranti, pub, gelaterie, pizzerie, aumentano le strutture ricettive, moltissimi appartamenti per vacanze sono reperibili sul web e hanno una significativa clientela, ci sono le gite in battello, i tour con le guide, gli spostamenti con auto e furgoni a noleggio. Sempre più gente arriva in città, forse anche lo stesso Cacciucco Pride ha dato una mano in questo senso aggiungendosi al collaudato Effetto Venezia. Sul lungomare e in centro si notano le lavagne con i menù di decine di locali, dalle baracchine potenziate di Antignano e Ardenza a Piazza Mazzini e dintorni, via e piazza Grande, via San Giovanni, via della Madonna, il Mercato centrale, la Venezia, anche col recupero e l’apertura di ambienti di grande valore storico e architettonico. Ecco, qualcosa si muove. Ma non va dimenticato che si prospetta un rischio: che la città si trasformi in un grande mangimificio, come capita da anni a molti centri di richiamo della Toscana famosa nel mondo, da Bolgheri a Volterra a Pietrasanta a certe strade della città d’arte. Lucca per esempio è arrivata al punto di bloccare per tre anni la concessione di licenze per aprire altri bar e ristoranti in centro…

Anche per questo il fenomeno va gestito con accortezza e impegno, e accompagnato con le necessarie iniziative di carattere culturale, storico, ricreativo, con la valorizzazione di strutture come il Museo della città (da intitolare a Modigliani sia per onorare l’artista sia per poterlo “vendere” meglio dati i costi…), il museo di Villa Mimbelli (giustamente intitolato a Fattori), la zona del Mercato centrale, l’ippodromo in posizione strategica in faccia al mare da aprire - come annunciato dal neosindaco – a nuove e più continue manifestazioni nell’arco di tutto l’anno. Dando impulso alle visite guidate e magari anche ai tour a Montenero e sulle colline, nelle ville storiche, in provincia e a Gorgona e Capraia forse si potrebbe ampliare l’offerta turistica e ridurre il pericolo di trasformare il centro in un enorme bivacco mangereccio, prospettiva abbastanza impressionante ma che certo porta indubbi benefici dal punto di vista economico.

Insomma, il turismo c’è: forse è giunta l’ora che enti, operatori ed esperti ne parlino e decidano linee di azione chiare per il futuro. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web