Toscana
No alla bioraffineria l’appello alla Regione lanciato da Zero Waste
LIVORNO. Zero Waste Italy ed il Coordinamento provinciale Rifiuti-Zero Livorno, a cui aderiscono Legambiente, Wwf, Lipu ed altre decine di associazioni e comitati locali, respingono decisamente la proposta di Eni e Regione per l'installazione di un gigantesco impianto di trattamento dei rifiuti all'interno della raffineria di Stagno, per trasformarli in gas e carburante.
Prima di tutto perché è da bocciare la vecchia concezione del mega-impianto a servizio di un'intera regione e oltre, capace di paralizzare il sistema di gestione dei rifiuti su tutto il territorio, come già accaduto in passato in Campania e al presente nel Lazio.
Si ritiene molto grave il livello di irresponsabilità che trapela da decisioni che prevedono di liberare un'area della Toscana dal problema dei rifiuti scaricandoli in blocco su un'altra zona, senza il minimo rispetto per i territori e le comunità che dovrebbero "sacrificarsi".
Una gestione virtuosa secondo Zero Waste deve invece prevedere impianti a filiera corta in ogni area della Regione. Impianti di trattamento a freddo delle frazioni umide e secche, non raffinerie promosse da slogan ecologici, che comunque distruggono le materie di scarto anziché riutilizzarle.
Per queste associazioni, è incredibile pure che la Regione sia pronta ad approvare una modifica alla propria pianificazione senza un piano industriale, di documento tecnico e di analisi sui possibili impatti ambientali e sanitari.
Ed ecco l’appello al Presidente ed ai Consiglieri regionali perché non prendano impegni senza attendere la trasmissione e l'analisi scrupolosa e approfondita di simili progetti, chiedendo inoltre un incontro con i sindaci di Livorno e Collesalvetti, per rappresentare la necessità di respingere qualsiasi proposta che preveda un traffico di centinaia di migliaia di tonnellate l'anno di rifiuti provenienti da ogni dove in un'area Sin (sito di interesse nazionale, ndc) già gravemente compromessa dal punto di vista sanitario e ambientale, che necessiterebbe invece di bonifiche e progetti di riconversione e rilancio davvero puliti e sostenibili. —
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