Il Tirreno

Livorno

Non paga 11mila euro alla ditta e il muratore gli “occupa” la casa

Stefano Taglione
Paolo Carboni con i due poliziotti
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Paolo Carboni con i due poliziotti

Livorno, lo sfogo: «Sotto il bagno c’erano i topi, ora è una reggia». Arriva la polizia e lui esce ricevendo la promessa del saldo del debito

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LIVORNO. Le avrebbe ricostruito la casa praticamente da zero, accettando il preventivo della sua ditta. Rifacendole i muri, con le finestre e le porte blindate nuove di zecca. Ma al momento di pagare, sono subentrati i problemi. «Mi ha detto che ero ignorante e la offendevo», racconta l’impresario edile Paolo Carboni, che con i suoi operai ha lavorato per settimane in quella villetta di 45 metri quadri alla Padula.

Fino a che venerdì 19 luglio, esasperato, non ha deciso di presentarsi in casa e “occuparla”. «In realtà – racconta l’imprenditore – lei mi ha fatto entrare, poi ha chiuso il cancello con il lucchetto, lasciando fuori la mia ex compagna. Potrei perfino denunciarla per sequestro di persona. C’era bisogno di un segnale forte: il preventivo è di 30mila euro, lei me ne ha pagati circa 19mila. Me ne mancano 11mila. Lunedì o martedì ha detto che mi farà sapere, altrimenti andremo per le vie legali».

La trattativa è andata avanti ore. Poi sono arrivati gli agenti della Squadra volante della polizia di Stato, che cercando di mediare hanno risolto la situazione. A quel punto Carboni è tornato a casa, «perché comunque la sua è una proprietà private, io non ci potevo più stare». Dentro, però, ha lasciato tutti gli attrezzi da lavoro. Lo ha fatto presente alle forze dell’ordine. «La ristrutturazione non è ancora completata – racconta Carboni – perché manca da montare la porta blindata. La mia cliente, una signora di 70 anni, mi ha fatto letteralmente impazzire. Mi ha fatto cambiare le finestre e le porte, con un aggravio di costi elevato. Pensare che sotto le piastrelle del bagno vivevano 150 piattole e una decina di topi. Quando le abbiamo alzate, sono scappati. Ora quella casa è una reggia».

L’imprenditore, nei prossimi giorni, ha in mente di tornare alla carica. «L’azione è stata forte – conclude – ma io ho lavorato onestamente e devo essere pagato. Non ci si può comportare così. Sono sotto con le spese, devo rientrare. Gli operai io li pago. E appena salderà il debito offrirò a tutti una cena. Non aspetto altro che festeggiare».

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