Il Tirreno

Livorno

mauro zucchelli 

dopo sterzi e candele, LA FABBRICA DEI CERVELLI

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Stiamo parlando di una azienda (la Kayser) e di un pioniere (Valfredo Zolesi) ed è inevitabile visto che oggi è l’anniversario dello sbarco sulla luna e a Livorno ha il quartier generale una delle principali realtà europee sul fronte delle piccole e medie aziende private che si occupano di scienze della vita nel cosmo. Sarebbe però riduttivo limitarci a una individualità seppur così spiccata: in realtà, è la riprova che Livorno è cambiata sotto i nostri occhi e facciamo fatica ad accorgercene: a cominciare dal fatto che c’è sì Kayser ma fra Livorno e Pisa si è strutturato quasi un distretto aerospaziale che ruota attorno a una galassia di imprese di punta e a una università pisana in grado di sfornare cervelli.

Cambia dunque anche l’identikit di quel che Livorno è e, ancor più, potrebbe diventare. Una “fabbrica” di ricercatori: ancora sparpagliati, eppure così vivaci: si pensi a situazioni come il Compolab (in cui gli ingegneri hanno rilevato la società messa in liquidazione dalle istituzioni pubbliche), si sottolinei a quel che è nato attorno allo Scoglio della Regina e al polo di Villa Letizia, si ricordi cos’è da tempo il Centro interuniversitario di biologia marina (creato da una “santa alleanza” di atenei), si rimarchi che alll’interno di industrie come Pierburg, Magna e Wass resta (seppur a fatica) la presenza di équipe di ricerca. L’elenco potrebbe continuare e farebbe torto a qualcuno, soprattutto in un arcipelago come questo fatto di micro-realtà (come 3DNextech o Aerospazio sbarcata all’interporto). Livorno sta cambiando, e forse inizia a usare il cervello. —



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