Gioco
Bellabarba: «Sito sicuro le carte sono in regola i camion non li fermiamo»
LIVORNO. Alle 17,16 del pomeriggio, mentre in Comune si consuma la conferenza stampa indetta dal primo cittadino e l’assessora di riferimento, Livrea inviava un comunicato. “Ad oggi confermiamo che la discarica è autorizzata e può ricevere rifiuti non pericolosi a basso contenuto organico previsti in autorizzazione. Sarà chiarita nei prossimi giorni, con la consegna di dati richiesti dalla Regione Toscana, l’osservazione presentata da Arpat. La nostra azienda ha superato la procedura di collaudo tecnico scientifico, pertanto riteniamo, certi delle proprie ragioni ed in virtù di queste, di operare rispettando al massimo la tutela ambientale. La Livrea a tutt’oggi è in esercizio ed auspica, a tutte le parti in causa, che vengano rispettate le legittime condizioni operative a difesa dei posti di lavoro nonché degli impegni ed investimenti effettuati”. Paolo Bellabarba, raggiunto un’ora dopo, conferma in sostanza quel che già scritto. «Non ero presente a Firenze - dice il direttore tecnico dell’impianto - anche perché dei nostri erano già in sei o sette. A partire dall’amministratore delegato Paolo Massarini, ingegneri e avvocati, ma non vedo ragioni per fermare la nostra attività. L’attività non si è mai fermata e a fermarci non ci pensiamo nemmeno. Andiamo avanti con camion da 35 quintali secondo quanto previsto. Non solo. Ci sarebbero problemi di manutenzione e gestione». Si parla dei teli e la loro tenuta. «Il fondo è a posto. Non solo per i teli che sono perfetti, ma anche per lo strato di argilla che in causa di rottura dei teli fa da polizza assicurativa. I documenti chiesti li vedremo domattina (stamani, ndc), ma so che non abbiamo problemi». Glisi chiede dei vincoli idrogeologici. «Gli eventi del 2017 ci dicono che proprio lì, è il punto in tutta la zona di Livorno che non ha subito conseguenze e modifiche. A livello geomorfologico, siamo tranquilli. Aggiungo che la grande vasca che nel 2017 era completamente vuota, ha fatto da vasca di espansione evitando che dalla Poggia venisse giù un mare d’acqua che invece è stato rilasciata in modo graduale nei giorni successivi. Semmai l’impianto ha dato una mano. ». Ma una discarica a 350 metri di altitudine è una soluzione giusta? «L’altezza non c’entra; al limite è come le discariche si fanno. La nostra è sicurissima e già ampiamente certificata. Se dopo 9 anni, siamo a battagliare per far valere le nostre ragioni, significa che siamo imprenditori, convinti di quello che fanno». —
F.L.
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